L'ANALISI
10 Febbraio 2026 - 08:24
CASALMAGGIORE - «Dobbiamo procedere entro breve all’acquisto di una nuova ambulanza, altrimenti il servizio di emergenza-urgenza dalla postazione di Casalmaggiore è a rischio». L’allarme, e insieme l’appello, è del presidente di Padana Soccorso, Giorgio Moriero, che spiega come il problema sia emerso a causa dell’elevato numero di chilometri percorsi.


Il nodo operativo: entrambe le ambulanze del servizio di Casalmaggiore hanno superato i limiti di chilometraggio consentiti. I numeri forniti sono puntuali: un mezzo ha 210mila chilometri e l’altro ha già superato i 230mila. Nessun problema, invece, per le ambulanze in servizio sulla postazione di San Giovanni in Croce.
In precedenza era stata concessa una deroga per l’ambulanza che aveva già superato il limite. Ora, però, non viene rilasciata la deroga per la seconda ambulanza, mentre la prima ha appena toccato la soglia critica del chilometraggio limite.
«Questo restringe l’operatività a un solo mezzo effettivamente in servizio, con un rischio immediato: se l’unica ambulanza attiva dovesse guastarsi o fermarsi per qualsiasi motivo, il servizio rimarrebbe scoperto, poiché non c’è l’autorizzazione necessaria per mettere in strada un altro veicolo».
La via d’uscita, presentata come urgente e concreta, è un appello pubblico rivolto a cittadini e aziende per sostenere l’acquisto di una nuova ambulanza, il cui costo è di circa 80mila euro. Le donazioni ad associazioni come Padana Soccorso sono inoltre deducibili dalle tasse e, quindi, la spesa andrebbe in parte recuperata.

«La presentazione di un preventivo di acquisto è condizione necessaria per ottenere una proroga temporanea che consenta di mantenere il servizio operativo. Il territorio è ricco di imprenditori sensibili e sono convinto che uniti possiamo uscire da questa problematica. Il servizio di soccorso è efficiente e fondamentale, e grazie alla professionalità di volontari e dipendenti si garantisce una risposta eccellente alla cittadinanza. L’investimento, quindi, non solo copre un’urgenza tecnica ma tutela un’infrastruttura sociale critica».
Meno di un mese fa l’associazione, che ha superato i 30 anni nel corso dell’estate 2025, ha tracciato il bilancio dell’anno scorso.
«In un anno abbiamo risposto a 4.651 chiamate di emergenza, quasi 13 al giorno, coprendo quasi 200mila chilometri. Una distanza molto superiore, ad esempio, a realtà di soccorso che operano in città e che per forza di cose fanno meno strada», aveva spiegato Moriero.
Adesso la speranza è che la generosità di cittadini e imprenditori del territorio casalasco riesca a far superare questa difficoltà.
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