L'ANALISI
10 Febbraio 2026 - 08:21
SORESINA - Tuta bianca in stile maranza, cassa audio, pose da duri e qualche balletto a favore di telecamera professionale. Intanto, la ‘rappata’. O ‘trappata’, chissà, che almeno per adesso, in attesa di approfondimenti, non è dato sapere l’esatto contenuto. Il tutto davanti all’ingresso del cimitero comunale di via Sabotino, tra gli sguardi attoniti, lo sbigottimento e in qualche caso pure il disgusto dei passanti che, poco dopo, hanno reso virale lo scatto sui gruppi social della città e chiesto a gran voce una risposta da parte delle istituzioni.
È già arrivata. Incorniciata da identico sdegno.
È il vicesindaco, Fabio Grassani, ad analizzare senza sconti quanto accaduto e a picchiare duro.
«I protagonisti della scena, sintomo di un degrado morale e valoriale che interessa parte delle nuove generazioni, sono già in corso di identificazione grazie alle telecamere di videosorveglianza — annuncia il vice sindaco, che evidentemente può contare su dettagli ulteriori che comprensibilmente e giustamente non rivela —. Al vaglio provvedimenti seri. Se fossi al loro posto, comunque, mi farei avanti in queste ore chiedendo scusa pubblicamente per un gesto vergognoso…».
Di sicuro, i fatti risalgono a domenica mattina, quando un gruppo di ragazzi ha mal pensato, nella noia o forse proprio con l’obiettivo preciso di suscitare scandalo, di trasformare l’accesso al camposanto in un set musicale. Attrezzatura di quelle serie, inquadrature dal basso, gesti e ‘barre’ come quelli veri.
Poi, a fatto compiuto, hanno levato le tende, non senza però scatenare una vera e propria sollevazione da parte dei tanti frequentatori del luogo sacro.
«Fortunatamente – spiega il titolare alla Sicurezza Grassani, provando ad osservare l’unico lato positivo della vicenda – non si sono verificati atti di vandalismo e non sono entrati nel cimitero. Il fatto però che non sia stato compiuto un reato non significa che il gesto non qualifichi le persone».
Non ha dubbi, Grassani: «Definire questo spettacolo di cattivo gusto penso sia poco. Comunque ne parleremo a quattr’occhi, perché li abbiamo ripresi».
Poi l’appello, diretto ai cittadini: «Capisco e condivido la frustrazione dei cittadini che si sono imbattuti in quella scena e che giustamente si sono poi sfogati anche sui social. Ma ci sono strade più efficaci – suggerisce il numero due di piazza Marconi –: torno a ricordare che esistono e vanno utilizzati i canali ufficiali. Una chiamata al 112, nell’immediato, è opportuna anche perché permette di identificare i coinvolti, costruire lo storico e rendere più facili future indagini o eventuali interventi. Dobbiamo collaborare al meglio».
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