L'ANALISI
07 Febbraio 2026 - 05:05
Il vicesindaco Grassani e il municipio di Soresina
SORESINA - Lo sfondamento di quota 25, s’intende percento e si parla di immigrati sul totale della popolazione, ha piazzato ‘la città dove non si dicono le bugie’ in cima alle statistiche provinciali e pure nazionali. Siamo, per dire, 4 punti sopra alla ‘cinesissima’ Prato. Inutile dire che i numeri da capogiro hanno scatenato il dibattito e diviso la piazza. Da una parte c’è la minoranza che affonda volentieri e accusa il centrodestra di aver fatto le classiche promesse da marinaio, in mezzo il parroco che richiama alla calma e dall’altra il centrodestra che rimpalla. Il vicesindaco Fabio Grassani, in quota Carroccio, non le manda a dire: «Cosa rispondiamo a Rinnova? Beh grazie... Ci avete lasciato una situazione a dir poco imbarazzante! Noi lavoriamo tanto ma siamo partiti praticamente da zero».
Insieme, la lista di governo, sulla questione sicurezza e immigrazione ci ha effettivamente puntato tanto in campagna elettorale. Non stupisce, quindi, che l’attacco dei progressisti abbia fatto storcere più di un naso, mentre sia stata promossa l’analisi del prelato. «Condividiamo infatti la riflessione di don Andrea sull’offrire e pretendere rispetto reciproco, ed è proprio questa la direzione verso cui ci stiamo muovendo, intervenendo sulle situazioni che generano o che potrebbero generare problemi per la città». Meno simpatia per l’analisi della leader di area dem: «Stupiscono le accuse che Laura Galbignani ci rivolge, soprattutto per l'ipocrisia e la leggerezza con cui questa minoranza ama puntare il dito».
Per gli esponenti del centrodestra, la questione migranti è un macigno ereditato: «Si tratta di un fenomeno incentivato dalle amministrazioni di centrosinistra anche precedenti al ben noto decennio di Rinnova e non è arginabile o controllabile con uno schiocco di dita. È il buon senso che ce lo dice. Noi possiamo incentivare controlli e sanzioni a carico in particolare di coloro che deliberatamente violano norme e regole del convivere civile, allontanando e disincentivando a stabilirsi qui i soggetti che costituiscono una reale criticità ma già per un Comune standard sarebbe difficile colpire il 100 % degli abusi. E – aggiungono – dobbiamo ammettere che Soresina non è un comune standard».
Sostanzialmente, secondo la squadra di Tirloni c’erano i cocci da raccogliere una volta arrivati: «Siamo partiti da 0 per cercare di imbastire un sistema utile e funzionale allo scopo di riprendere il controllo del territorio. Hanno lasciato un vuoto imbarazzante. Che sia da imputare ad inadeguatezza, negligenza o ad un preciso disegno politico non ci è dato sapere ma mai avremmo pensato di trovarci uno stato dell’arte simile in campagna elettorale. Abbiamo reagito – rivendicano – con riorganizzazione degli uffici, allocazione di risorse, collaborazione attiva e partecipata, soprattutto con la prefettura, incremento per quanto possibile dei controlli e regolamenti. Abbiamo introdotto aree di rispetto nelle quali non è autorizzabile l'apertura di nuovi distributori h24, perché se Rinnova avesse agito prima probabilmente in via Genala oggi non avremmo i problemi che abbiamo e ci siamo mossi per reintrodurre l’obbligo di idoneità alloggiativa in caso di richiesta di permesso di soggiorno o ricongiungimento familiare. I problemi – chiosano – sono tanti e la strada è ancora lunga, lo sappiamo. Si accettano le critiche, stupisce solo il pulpito dal quale talvolta vengono pronunciate».
Ai colpi di Galbignani, infine, Grassani risponde con una stilettata: «È preoccupante che una consigliera comunale parli a mezzo stampa di cantieri abusivi nei fine settimana, quando di recente non è arrivata da esponenti della minoranza alcuna denuncia o segnalazione. Sono parole buttate lì – si chiede il numero due –, o sono davvero a conoscenza di attività di questo genere che vanno giustamente individuate, verificate e nel caso sanzionate? In tal caso inviterei la capogruppo o altri suoi colleghi a comunicarlo il prima possibile per iscritto al nostro ufficio tecnico».
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