L'ANALISI
05 Febbraio 2026 - 05:10
SORESINA - Che sia un bene o un male, un grande punto di forza o un limite, un pregio o un difetto non lo si può dire in modo oggettivo. Sta alla sensibilità e cultura di chi legge i dati. Quelli, però, non sono suscettibili di interpretazione: Soresina è il melting-pot cremonese per eccellenza, un cittadino su quattro è nato fuori dall’Italia e nell’ultimo anno e mezzo ne sono arrivati altri 185. Con questi numeri in mano, Rinnova incalza la squadra di Tirloni e si toglie un sassolino dalla scarpa: «Abbiamo letto un interessante articolo de La Provincia sui dati riguardo agli stranieri residenti in città e abbiamo aspettato circa venti giorni, convinti che l’amministrazione avrebbe commentato. Ma non l’ha fatto – attacca la leader del centrosinistra Laura Galbignani –. Sarà perché è un argomento scomodo? Sarà che è un tema che hanno usato per 10 anni per screditarci e ora si accorgono che l’immigrazione è un fenomeno complesso e che non bisogna illudere chi vota? Io penso che i soresinesi meritino risposte concrete, non slogan».
L’affondo è tout-court e matematicamente pignolo: «Perché chiarire la questione coi numeri rende di più l’idea». Galbignani snocciola quindi le percentuali: «Nel maggio 2014 gli stranieri residenti erano 1.670, pari al 20% della popolazione; nel maggio 2024 sono diventati 2.200, cioè il 24,2%. Un aumento di 530 persone in dieci anni, circa lo 0,4% annuo. Tra maggio 2024 e dicembre 2025 poi –, qui il puntino sulla ‘i’– siamo passati da 2.200 a 2.385 residenti stranieri, cioè dal 24,2% al 25,1%. In pratica, in un anno e mezzo l’aumento è stato di 185 persone, circa l’1% in più. Se questo trend proseguisse, in soli cinque anni di questa amministrazione potremmo avere oltre 600 nuovi cittadini di origine straniera».
Da qui la domanda politica: «Ma cosa state facendo per limitare nuovi arrivi?». Ed è curioso notare come Soresina si confermi peraltro terra di dibattito mai scontato, visto che a chiederlo qui sono i progressisti. L’attacco, comunque, non si ferma ai numeri. Rinnova allarga il ragionamento all’economia e allo spazio pubblico. «Nell’ultimo anno e mezzo – affonda Galbignani – quante nuove attività gestite da cittadini di origine straniera hanno aperto? Almeno cinque, forse sei. E quante gestite da italiani?». Un modo per dire che la trasformazione non è solo demografica, ma anche commerciale.
Altro capitolo caldo è quello dell’OpenShop e della stazione, i famosi punti critici. «Attività ancora frequentata a tutte le ore da cittadini di origine straniera: nessuno dice più nulla? Nessuno si lamenta?», si chiede la minoranza.
E ancora, secondo il civico-dem: «Cantieri ‘abusivi’ attivi nei fine settimana, un luogo di preghiera non regolare in via Filodrammatici, presenza costante di gruppi di stranieri in zona stazione. Insomma, regole promesse e non rispettate»
In chiosa, la stoccata più dura: «Ci ricordiamo quando in campagna elettorale, ai banchetti, ci prendevate in giro perché estrapolando un’intervista e decontestualizzandola dicevate ai cittadini che eravamo noi in errore perché non vedevamo negli stranieri un problema. Adesso cosa gli racconterete?».
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