L'ANALISI
05 Febbraio 2026 - 17:38
Il portiere Audero poco dopo lo scoppio del petardo
CREMONA - «Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi». È quanto ha detto, in sostanza, l'ultrà 19enne della curva interista finito in carcere due giorni fa per aver lanciato il petardo che, il primo febbraio, ha stordito il portiere Emil Audero durante Cremonese-Inter. Il giovane, assistito dall’avvocato Mirko Perlino, è stato interrogato dalla gip Giulia Marozzi nell’udienza di convalida dell’arresto con flagranza differita. Ha raccontato che il lancio in campo di quella bomba carta è stata una cosa che non doveva fare, ma non ha pensato alle conseguenze, ossia che il portiere si potesse avvicinare al petardo e rimanere stordito dall’esplosione.
Nelle prossime ore la giudice deciderà sulla convalida dell’arresto e sull'eventuale misura cautelare. Il pm Francesco Cajani ha chiesto per lui i domiciliari. Dopo la decisione della gip, il fascicolo sarà trasmesso ai pm di Cremona, titolari delle indagini condotte dalla Digos, che proseguono per individuare i responsabili anche «di altri lanci di petardi effettuati poco prima dell'inizio del match». (ANSA)
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