L'ANALISI
04 Febbraio 2026 - 16:32
MILANO - Il pm di Milano Francesco Cajani ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare ai domiciliari per l’ultrà 19enne della curva interista accusato di aver lanciato il petardo che, domenica scorsa, ha stordito il portiere Emil Audero durante Cremonese-Inter.
La richiesta della Procura, per il reato di «lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive», con pene che vanno da uno a 4 anni, dovrà essere valutata dal gip nell’udienza e nell’interrogatorio di convalida, che sarà fissato tra domani e dopodomani. Il 19enne, che non ha precedenti per reati da stadio, è stato arrestato, con provvedimento di flagranza differita, nelle indagini della Digos della Polizia di Cremona. L’ultrà interista, individuato con l’analisi dei filmati, difeso dall’avvocato Mirko Perlino è accusato del lancio, il primo febbraio, di quella «bomba carta» che, pochi minuti dopo l'inizio del secondo tempo, è volata in campo dal settore dei tifosi ospiti ed è esplosa «a poca distanza dal portiere della Cremonese», caduto «a terra in evidente stato di stordimento». Tanto che l’arbitro ha sospeso la partita per consentire l'intervento del personale medico per i soccorsi. Dopo l’udienza di convalida e l’eventuale misura cautelare, il fascicolo sarà trasmesso ai pm di Cremona, titolari delle indagini che proseguono per individuare i responsabili anche «di altri lanci di petardi effettuati poco prima dell’inizio del match».
Intanto la società nerazzurra è stata multata con 50mila euro e la diffida per future chiusure di settori dello stadio: è questa la sanzione inflitta all’Inter dal Giudice sportivo della serie A, dopo il lancio di un petardo verso il portiere della Cremonese, Audero, da parte del settore dei tifosi nerazzurri a Cremona.
Il giudice rileva che «pur trattandosi di fatti particolarmente gravi...debba adeguatamente valorizzare, in senso attenuante, il comportamento disponibile e collaborativo della società ai fini della quasi immediata identificazione dei responsabili dell’accaduto nonché la palese dissociazione dalle gravi manifestazioni in atto evidenziata in modo fattivo anche dai calciatori in campo, durante la gara e al termine della stessa». Il giudice aggiunge però una «diffida specifica»: «al ripetersi di simili comportamenti con rischio per l’incolumità di tesserati, ufficiali di gara e personale» verranno applicate le sanzioni dell’articolo 8.1, dalla chiusura di settori dello stadio San Siro fino alla squalifica del campo.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris