L'ANALISI
03 Febbraio 2026 - 05:30
CASALMAGGIORE - Si è tenuta a porta chiuse la discussione sulle complicazioni nella gestione del reparto di Medicina esternalizzato all’ospedale Oglio-Po.
Il tema è stato sollevato nell’ultimo consiglio comunale con la mozione firmata da Annamaria Piccinelli (‘Vivace e Sostenibile’). La consigliera di minoranza, in seguito ad alcune segnalazioni ricevute, ha portato al centro del consesso la conduzione del servizio appaltato dall’azienda alla cooperativa sociale Dolce nel reparto del nosocomio di Vicomoscano.
«Visti i fatti di cui siamo venuti a conoscenza e che riferiamo in sede di consiglio, e visto il capitolato tecnico che regola il rapporto tra Asst e la cooperativa fornitrice del personale infermieristico, fisioterapico e di supporto, noi proponiamo al consiglio di impegnare la giunta affinché tutte le componenti politiche deputate del territorio vengano coinvolte per ottenere maggiori garanzie di sicurezza nella gestione del servizio infermieristico e di supporto suddetto». L’esternalizzazione del servizio infermieristico alla cooperativa Dolce è attiva dal 1° dicembre scorso; l’incarico è strutturato su una durata di due anni e due mesi per un importo complessivo di 3,4 milioni di euro.
Piccinelli ha affermato come ci siano alcuni elementi da controllare. «Da tali passaggi del capitolato si evince che, dopo un periodo di addestramento, il reparto sarà interamente affidato al personale della ditta privata, senza più nessuna presenza infermieristica interna all’Asst; che anche il responsabile sarà un dipendente della ditta e avrà la qualifica non di caposala, bensì di coordinatore; che sarà tale coordinatore, dipendente della ditta, a controllare il buon funzionamento del servizio; che eventuali disguidi saranno riferiti dal coordinatore all’amministrazione dell’ospedale; e che nulla vieta alla ditta di cambiare il personale da un mese all’altro». La consigliera ha avanzato delle proposte di tutela: «La presenza per tutta la durata dell'appalto di un caposala interno e di un infermiere di Asst; la garanzia che l’equipe, una volta addestrata e confermata, non sia modificata per l’intera durata dell'appalto; un addestramento linguistico consistente che eventualmente prosegua anche dopo l'entrata in servizio».
Data la delicatezza dell’argomento, Piccinelli ha chiesto e ottenuto dal presidente del consiglio Pierfrancesco Ruberti che la discussione della mozione avvenisse a porte chiuse. Alcuni dei presenti hanno riportato le problematiche condivise dalla consigliera sul servizio infermieristico appaltato alla cooperativa. Tra le criticità emerse dalle segnalazioni il sistema di reclutamento degli operatori e la barriera linguistica, e il conseguente prolungamento del periodo di affiancamento oltre i tempi previsti dall’incarico. Ruberti, dopo il dibattito, ha quindi reso pubblica la decisione del consiglio di giungere alla proposta di un emendamento della mozione senza le contromisure proposte dalla consigliera. Il consesso poi ha convenuto sulla richiesta generica di intraprendere misure di sicurezza in tal senso, e votato la mozione modificata all’unanimità.
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