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CREMONA. NELLE AULE DI GIUSTIZIA

K2, giovanissimi ‘socialmente pericolosi’

Tentata rapina: la motivazione della sentenza di condanna dei 18enni gemelli

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

29 Gennaio 2026 - 18:38

K2, giovanissimi ‘socialmente pericolosi’

CREMONA - Tarda serata di mercoledì 26 febbraio 2025. Al poliziotto che lo ha appena arrestato dopo la tentata rapina al pakistano 39enne titolare del K2 Pizza Kebab Grill, in via Guarneri del Gesù, il giovane Rei dice: «Ti voglio vedere morto pezzo di m…». Ora, Rei è da poco diventato maggiorenne: i 18 anni li ha festeggiati il 3 febbraio. Il suo comportamento «denota l’assoluto sprezzo per le comuni regole del vivere civile e per l’autorità». Lo scrivono i giudici nelle 17 pagine di motivazione della sentenza di condanna per tentata rapina e lesioni a 2 anni e 7 mesi di reclusione per Rei e per suo fratello gemello Sami, albanesi di nascita.

Due giovani «socialmente pericolosi», secondo i giudici che ne hanno ordinato l’espulsione dal territorio dello Stato (a sentenza definitiva, ndr). Nella motivazione si annota: «La loro pericolosità sociale è desunta, innanzitutto, dalle modalità spiccatamente aggressive, insidiose e odiose, delle condotte, nonché dei contegni tenuti nelle fasi dell’arresto».

Ma anche «dalla personalità e dalle condizioni di vita dei fratelli gemelli, «i quali, oltre che refrattari a qualsivoglia recesso dalle proprie azioni, annoverano a carico diversi precedenti di polizia per reati contro la persona e contro il patrimonio, così rivelando un’indole che, effettivamente, si appalesa socialmente pericolosa».

I legali di Rei e Sami, gli avvocati Marco Soldi di Brescia e Guido Priori di Cremona, hanno impugnato la sentenza davanti alla Corte d’appello di Brescia (la data del processo è da fissare). La difesa contesta la tentata rapina commessa dai gemelli in concorso con un 15enne, così come viene ricostruita attraverso le dichiarazioni del titolare del K2 sentito tre volte, l’ultima al processo. E attraverso le immagini del sistema di videosorveglianza del pub, che ha ripreso la prima parte dell’aggressione, perché poi qualcuno ha staccato la corrente elettrica (il quadro elettrico era davanti alla porta del bagno).

Alle 17.50, il 15enne e uno dei gemelli erano entrati nel locale. «Voglio pisciare», aveva detto il minorenne al proprietario. Ma il pakistano lo aveva bloccato nel corridoio dove c’è il bagno. Conosceva quei tre ragazzi: «Erano soliti recare disturbo». Secondo la ricostruzione della vittima riversata nella motivazione della sentenza, al rifiuto di farli andare in bagno, i tre giovani «gli si erano avvicinati e, con fare minaccioso, sbattendo con violenza le mani sul bancone, gli avevano chiesto di consegnare loro il denaro della cassa («Dammi i soldi!») altrimenti gli avrebbero fatto del male».

Il pakistano non aveva ceduto «alla prepotente richiesta dei giovani». Li aveva invitati ad andarsene, incassando pugni e calci. «Dal bancone uno dei tre aveva afferrato il coltello utilizzato per preparare il kebab. Poi, il buio, la corrente elettrica saltata. Un black out su cui la difesa fa leva nell’appello.

Quel mercoledì sera era finito così: il pakistano soccorso dal 118, trasportato in ambulanza in ospedale: 5 giorni di prognosi. I ragazzi corsi fuori dal locale e nel giro di poco, fermati dalla polizia. Una tentata rapina, per i giudici, certi, «oltre ogni ragionevole dubbio» che i tre volessero rubare i soldi dalla cassa «mediante l’uso della violenza, costringendo il titolare contro l’angolo del bancone dove subito dopo, di fatto ferito e immobilizzato dal minorenne, e da Rei, si vedeva maneggiare contro un coltello e avanzare richieste di denaro volte, evidentemente, ad ottenere la dazione per il tramite della intimidazione, dazione che non si è perfezionata per il pronto intervento di terzi, oltre che per una ferma opposizione della persona offesa».

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Commenti all'articolo

  • fatacco_cr

    29 Gennaio 2026 - 19:37

    Senz'altro qualche giudice poi revocherà l'espulsione inventandosi qualche cavillo!

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