L'ANALISI
CREMONA
29 Gennaio 2026 - 05:30
CREMONA - ‘Siamo pronti a scrivere insieme una nuova storia’. Si presenta così, nella lettera del direttore Emiliano Gostima, il nuovo giornalino nato tra i corridoi dell’istituto Ghisleri per riportare a scuola uno «strumento di informazione ma anche di ascolto e confronto, dove ogni voce, ogni opinione della nostra comunità possa trovare spazio». Ad animare la pubblicazione, intitolata ‘Credici Ghisleri’, è una redazione partecipata ed entusiasta che da mesi si riunisce per dare vita al progetto, arrivato proprio nei giorni scorsi in tutte le classi con il primo numero.
«L’iniziativa in sé nasce l’anno scorso, anche grazie al grande contributo di Axel Superchi, diplomato a giugno – spiega Emiliano –. A supportare e dare continuità al progetto sono poi le due professoresse referenti, Stefania Ferri e Rossella Aurilio, che ci hanno incoraggiato a cimentarci in quest’avventura editoriale». Con il nuovo anno, e il consueto ricambio generazionale, i lavori sono però ripartiti da zero: «Abbiamo lavorato molto per arrivare a pubblicare il primo numero e nel frattempo la redazione si è allargata, con nuove energie e stimoli per costruire quello spazio di espressione studentesca che volevamo». A dare lo slancio necessario ai redattori è stato anche il riconoscimento della scuola: «Un’esperienza di questo tipo ci dà modo di spaziare oltre le classiche lezioni, sperimentare un’attività come quella giornalistica, che altrimenti non avremmo modo di conoscere. È bello che la scuola possa essere anche questo».
Ragazze e ragazzi entusiasti, nativi digitali come si suol dire, che mettono l’informazione e la scrittura in cima alla lista delle priorità. In controtendenza con una narrazione che dipinge la loro come una generazione superficiale e disinformata. «Cerchiamo – dicono a una voce i membri della redazione – nuove strade per informare e dare spazio ai nostri coetanei di esprimere le proprie opinioni». Le riflessioni sul mondo dell’informazione sono puntuali: i ‘giornalisti in erba’ sono consci delle difficoltà dei media tradizionali, ma anche dei limiti dei social. «Tutti hanno Instagram o Tik Tok come prima fonte sul mondo, ma non bastano. Creano delle bolle, propongono solo contenuti del tuo ambito di interessi e difficilmente si trova qualcosa di stimolante, che dia una prospettiva nuova o esce dalla propria comfort-zone». Da qui la scelta di un giornalino scolastico: «Il fatto che arrivi cartaceo nelle classi e che parli di noi, delle nostre opinioni e interessi, aiuta a ‘agganciare’ i lettori. E quando lo si apre non si sa mai cosa ti aspetta, propone tematiche eterogenee ma che parlano con le voci di noi studenti».
La ‘centrale operativa’ del giornalino è un’aula dedicata nella quale il gruppo composto da una ventina di studenti si riunisce con regolarità. Le incombenze non sono poche: c’è chi si occupa dell’impaginazione, chi della promozione social, fotografi e grafici. E ovviamente i redattori: «Gli articoli spaziano da iniziative realizzate a scuola a approfondimenti su argomenti d’interesse, come la moda. E poi ci sono le rubriche per catturare l’attenzione, come il ricettario e la pagina dei meme, che ormai hanno preso il posto delle vignette».
E ora che la nuova ‘storia’ al Ghisleri è partita non resta che aspettare di leggere i prossimi capitoli.
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