L'ANALISI
19 Gennaio 2026 - 18:51
CREMONA - «Tutti parlano della vostra generazione ma senza frequentarla. Io penso, invece, che sia importante avere a che fare con io giovani, ascoltarvi e crescere insieme». Un incontro all’insegna del dialogo, tra studenti e tra generazioni, ha animato la mattinata di oggi per gli studenti di alcune classi quinte del Ghisleri. Ospite speciale della giornata il giornalista cremasco Beppe Severgnini, arrivato in città grazie al progetto Peses dell’Università Cattolica, diretto dal professor Carlo Cottarelli.
Introdotto dalla direttrice dell’istituto Lorenza Badini, che ne ha illustrato la lunga e autorevole carriera, Severgnini si rivolge subito ai ragazzi, ‘passeggiando’ tra il pubblico e lanciando provocazioni o battute. «Oggi con voi vorrei fare un gioco, non a caso l’incontro è intitolato ‘Domande?’». Lontano dallo stile dei conferenzieri da soliloquio, Severgnini intesse un botta e risposta dinamico e ficcante con gli studenti. Il gioco è semplice e, proprio per questo efficace: «Una domanda ve la faccio io e una me la fate voi, a turno». Il tema? «Qualunque argomento di attualità. Se non so rispondere, ve lo dico senza problemi, altrimenti vi dico la mia opinione».

Guardando alla strettissima attualità il giornalista è partito dalla vicenda dell’accoltellamento in una scuola spezzina: «Dove avete letto o sentito la notizia? E cosa ne pensate del racconto che ne stanno facendo i giornali?». Severgnini stimola, interroga e mette il microfono in mano agli studenti, «perché imparare a parlare in pubblico è importante, prima o poi capita a tutti». E poi ascolta, quasi come chi prende nota delle risposte e del sentimento dei ragazzi: quasi tutti indicano i social come fonte d’informazione principale, pochi citano i telegiornali seguiti in famiglia.
«Mi pare – dice una ragazza – che si stia enfatizzando la questione della nazionalità dei ragazzi coinvolti. Ma a che serve? Di fronte a una tragedia del genere mi sembra solo una strumentalizzazione razzista». Le fa eco una compagna: «Tutte le fonti che ho guardato si limitavano a raccontare i fatti, nessuno cercava di fare un ragionamento più ampio, per permettere alla gente di farsi un’idea propria sulle cause e le soluzioni necessarie».
La palla passa agli studenti: a rompere il ghiaccio è Agata, con una domanda sulle differenze tra i media dei diversi Paesi in cui Severgnini ha vissuto: «Ti posso parlare – le risponde – dell’evoluzione nel tempo: ero a Londra negli anni ‘80, l’epoca d’oro dei tabloid, negli Stati Uniti quando è nato il web e il giornalismo ha iniziato le prime sperimentazioni online. Ma devo dire che oggi il giornalismo deve affrontare la sfida comune e internazionale della ‘concorrenza’ dei social network. Oggi le informazioni sono ovunque, tutti danno notizie, opinioni o approfondimenti. Per questo la qualità si è abbassata tanto».

Il tema dello ‘stato di salute’ del giornalismo torna nella domanda di Lorenzo sulla disinformazione dilagante: «Chi ‘vende’ le informazioni deve battersi ogni momento per catturare l’attenzione del lettore, soprattutto online. Questo porta a abusare del sensazionalismo, che però per me è un vicolo cieco, che porta a perdere credibilità e autorevolezza».
La pausa promessa viene saltata, «ma nessuno se ne è accorto, questo è un buon segno» osserva compiaciuto Severgnini, e prima della campanella il giornalista condivide con gli studenti la «regola magica per il tema di maturità»: la chiama ‘regola del porco’, un acronico particolarmente efficace. Pensa a quel che vuoi scrivere, organizza le idee in una scaletta, rigurgita perché la scrittura è una cosa emotiva in cui buttarsi a pieno, correggi cercando di essere più chiari e lineari possibili e infine ometti il superfluo. Nella scrittura, come nella scultura, vale il motto ‘meno è meglio’. E buona fortuna per il vostro esame!
Con cinque minuti di anticipo sulla campanella Severgnini congeda così le classi dopo un incontro torrenziale nel segno del confronto tra generazioni. «È sempre così vulcanico», commenta ammirata una professoressa dalle ultime file.
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