L'ANALISI
28 Gennaio 2026 - 19:43
CREMONA - «Non mi ricordo di aver chiamato quel giorno le forze dell'ordine. Mi ricordo che facevamo segnalazioni, già dal 2020 ad oggi». Perché «piazza Lodi è terra di nessuno, furti, non furti, spesso sono state chiamate le forze dell'ordine». Lo ha detto il direttore del Carrefour di via San Tomaso, oggi, mercoledì 28 gennaio 2026, chiamato dal pm a testimoniare nel processo a carico di una mamma straniera accusata di impiego di minori nell'accattonaggio: di aver chiesto l'elemosina, portando con sé la sua bimba «sugli 8-10 anni», secondo il ricordo dell'agente della Polizia locale intervenuto il 16 luglio del 2020, giovedì.
L'imputata si chiama Elena, è originaria della Romania e attualmente è detenuta in carcere per altro motivi. E dal carcere si è video-collegata con l'aula penale. Il volto di Elena è noto al direttore del supermercato. «Vede la persona in carcere?» «Sì, frequentava, chiedeva l'elemosina. Penso di sì, di aver chiamato io le forze dell'ordine quel giorno. Importunava i clienti, per quello che ho chiamato la forza pubblica, perché la gente si lamentava. Mi ricordo che c'era il discorso di una bambina, ma non l'associo all'imputata. Con tutte le persone che entrano. Mi ricordo che all'esterno di frequente c'era una mamma con una bambina».
Una bambina «non elegante e un po' trascurata». È, questa, l'impressione che aveva avuto l'agente della Polizia locale nel frattempo andato in pensione. Quel 16 luglio, lui aveva fatto l'intervento con un collega. «Siamo stati chiamati dalla centrale operativa. Ci era stato chiesto di verificare se fosse vero che una donna chiedeva l'elemosina con una minore».
Rispetto alla telefonata, la pattuglia era arrivata con almeno 45 minuti di ritardo. Durante il tragitto, «ci siamo fermati per un incidente stradale». Gli agenti si erano fermati per soccorrere un ciclista a terra. «Attendevamo l'arrivo dell'ambulanza». Terminato l'intervento, l'agente aveva chiamato il Comando. Visto il ritardo, voleva accertarsi se fosse ancora il caso di recarsi davanti al supermercato. Risposta: «L'intervento è ancora aperto, andate».
«Quando siamo arrivati, lei era lì che parlava con delle persone. Poco distante c'era una bambina. 'La bambina è con me', ci ha detto. Ad occhio, la bambina aveva 8-10 anni». L'agente ha anche spiegato in che modo aveva identificato mamma e bambina. «Abbiamo chiesto alla signora nome e cognome, non mi ricordo se ci ha dato dei documenti. Per l'identificazione anche della bambina, ci siamo basati sulle dichiarazioni della signora. Nel momento dell'intervento, la bimba era a poca distanza, un metro e mezzo due, vicino a due borse. Dopo l'identificazione, madre e figlioletta sono andate via. Noi siamo entrati al Carrefour. Il direttore ci ha detto che l'imputata chiedeva l'elemosina con la bambina, che era lì dalla mattina, che non era la prima volta».
Sino al giorno dell'intervento, l'agente della Polizia locale non aveva mai visto Elena, a differenza di alcuni suoi colleghi che la conoscevano. Il processo è stato aggiornato al 15 aprile per sentire la commerciante con negozio accanto al supermercato.
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