L'ANALISI
NELLE AULE DI GIUSTIZIA
27 Gennaio 2026 - 19:34
CREMONA - Si è aperta ieri la fase dibattimentale del processo che vede imputati, davanti al Tribunale di Cremona, l’amministratore delegato di Ocrim, Alberto Antolini, e la stessa società, leader mondiale nella costruzione di impianti molitori. Il procedimento si concentra sulla morte di Lorenzo Pagliari, specialista elettronico di 38 anni, da diciannove dipendente dell’azienda, stroncato dalla malaria cerebrale il 31 dicembre 2023 dopo una trasferta di lavoro in Camerun. Un collega di Lorenzo, sopravvissuto alla medesima malattia.
Il processo entrerà nel vivo alla prossima udienza, fissata al 25 maggio, nella quale i giudici cominceranno ad ascoltare i testimoni di accusa e difesa. Da quanto emerge, il pubblico ministero ha iscritto tre tecnici dell’azienda nel registro dei testimoni, tra i quali anche il collega della vittima che aveva contratto la malaria, parte offesa per lesioni gravissime che non si era costituito parte civile. Per quanto riguarda la difesa di società e amministratore delegato pare che siano oltre venti i testimoni convocati dal legale dell’ad Antolini, avvocato Marco Gamba , che i giudici potrebbero decidere di ammettere nella totalità o in parte. Un aspetto che ha caratterizzato il percorso verso il processo è la scelta dei genitori di Lorenzo, Cristina e Amos Pagliari. L’azienda ha già riconosciuto loro un risarcimento, definito ‘molto congruo’ e in virtù di questo accordo la famiglia non si è costituita parte civile nel procedimento penale. Continueranno comunque a seguire gli sviluppi del processo tramite i legali Davide Barbato e Nicola Gaudenzi che presenzieranno alle udienze. In precedenza i genitori avevano dichiarato che, oltre al dolore insanabile per la perdita di loro figlio, «il caso deve servire a porre l’accento sulla sicurezza del personale in trasferta, un ambito spesso trascurato».
I fatti contestati risalgono, infatti, al viaggio di lavoro di Lorenzo in Camerun: partito il 21 novembre 2023 Lorenzo rientrò in Italia il 13 dicembre. Dopo qualche giorno, durante le feste natalizie, iniziò ad accusare sintomi scambiati per una banale influenza. Solo il 30 dicembre, in gravi condizioni, fu ricoverato in terapia intensiva, all’ospedale Maggiore, dove morì ventiquattro ore dopo. La diagnosi, arrivata tardivamente, fu di malaria cerebrale. La stessa patologia aveva colpito un suo collega, rientrato da una missione simile pochi giorni prima e poi guarito.
L’indagine della Procura, affidata al pm Davide Rocco, ha portato a contestare all’ad Antolini e alla società l’omicidio colposo e le lesioni colpose, sostenendo che il decesso e la malattia siano la conseguenza di gravi carenze nel sistema di prevenzione aziendale. Secondo l’accusa, nel documento di valutazione dei rischi dell’azienda, aggiornato a settembre 2023, sarebbe mancata del tutto la valutazione del rischio per i lavoratori in trasferta in Paesi a endemia malarica. Oltre a questa omissione, il pm contesta la mancata informazione ai dipendenti sui rischi specifici, sulle misure profilattiche e comportamentali da adottare e la totale assenza di una sorveglianza sanitaria al loro rientro.
Il medico competente aziendale, Nicoletta Bussacchini, era inizialmente indagata per gli stessi fatti, ma ha già definito la sua posizione patteggiando una pena di un anno e tre mesi, con la sospensione della pena. La difesa dell’ad si prepara invece a dimostrare l’estraneità del manager, sostenendo che Ocrim avesse adottato precise istruzioni operative per i rischi dei trasfertisti. Il percorso giudiziario è solo all’inizio, con la famiglia di Lorenzo che attende che dalla giustizia penale emergano responsabilità e, soprattutto, un monito affinché simili tragedie non si ripetano più.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris