L'ANALISI
23 Gennaio 2026 - 20:00
Agenti della polizia locale
CREMONA - «Mi sono costituita parte civile per una questione di principio». Perché quando quattro anni fa ha letto sul verbale della Polizia locale che il conducente della Seat di colore rosso che l’11 ottobre del 2022 in via Brescia l’aveva tamponata era Maurizio, classe 1950 — «72 anni, l’età dei miei genitori» — lei ha strabuzzato gli occhi, perché chi l’aveva tamponata e poi era scappato, «aveva sui 45-50 anni, l’ho visto bene e un auto era solo». Il conducente «con pochi capelli» era, a sentire i testimoni oculari, Michele, il figlio del 72enne, ma a processo c’è finito il padre: sentito successivamente dagli investigatori del Comando di piazza Libertà, lui si era preso la colpa: «Io ero alla guida, mio figlio era passeggero».
L’automobilista quarantenne, parte civile con l’avvocato Fabio Galli, è tornata alla sera del tamponamento. Erano le 19.20. «Andavo piano. Uscita dal sottopasso, mi sono fermata per far attraversare due ragazzi (un uomo e una donna). L’auto dietro la mia mi ha tamponato non una, ma due volte. Dopo l’urto, mi sono fermata e non mi sono spostata. Sono scesa, ho guardato la mia macchina, poi ho guardato la sua. Lui in auto inveiva, era alterato. Gli ho detto di spostarla, pensando di fare la constatazione amichevole. Lui è schizzato, mi ha superato, ha fatto un pezzetto di via Brescia in contromano e ha preso in contromano la via che porta allo stadio. Non c’era nessun altro sull’auto».
Testimoni oculari, i due ragazzi che avevano attraversato la strada. Uno si chiama Giovanni. «Mi ha detto: ‘Non preoccuparti, è Michele, lo conosciamo, perché abita vicino a noi’. La dritta l’hanno poi data alla pattuglia serale della Polizia locale mandata in via Brescia dalla centrale operativa. «Quando siamo arrivati - ha riferito l’agente oggi in pensione —, la signora si lamentava, è stata chiamata l’ambulanza. Un testimone oculare ci ha riferito di conoscere chi era alla guida, perché lo conosceva. L’auto era intestata al padre».
L’automobilista era stata trasportata al Pronto soccorso. «Avevo male al collo, 3 giorni a casa dal lavoro e fisioterapia». Intanto, i vigili erano andati nella via dove abitavano padre e figlio. La Seat di colore rosso era parcheggiata lì «con danni compatibili» con il tamponamento. E tracce di carrozzeria rossa erano state rilevate sull’auto di colore grigio della donna tamponata. Il fascicolo era poi passato nelle mani dell’Infortunistica. Sentito dagli investigatori, il 72enne si era preso la colpa. Era stata sentita anche la vittima del tamponamento: «Era un 40/45enne ed era in auto solo». La denuncia. E la costituzione di parte civile «per una questione di principio».
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