L'ANALISI
26 Gennaio 2026 - 05:20
L'ospedale di Aleppo dopo i bombardamenti
CREMONA - Dal nuovo reparto di neonatologia di Aleppo, in Siria, arrivano immagini confortanti: grazie al prezioso aiuto della Fondazione Giorgio Conti di Cremona, che ha operato in collaborazione con l'associazione Amar-Costruire solidarietà di Reggio Emilia, ai piccoli siriani viene ora garantita una maggior possibilità di sopravvivenza. Le attrezzature sanitarie consegnate nei mesi scorsi, anche grazie alla generosità di un benefattore cremonese che vuole restare anonimo ma che ha sostenuto la Fondazione per questa causa specifica, sono state allestite e già entrate in funzione: ad appurarlo di persona è stato, nei giorni scorsi, anche l'ambasciatore d'Italia a Damasco, Stefano Ravagnan. Ad accompagnarlo nel corso di una visita sono stati il rettore e numerosi responsabili sanitari.

«A quel reparto — ha commentato proprio Ravagnan, ringraziando la Fondazione Giorgio Conti e la città di Cremona — sono state donate apparecchiature, incluse le incubatrici, indispensabili ad assistere tanti piccoli pazienti, spesso provenienti da condizioni di disagio. Ho espresso di persona l'apprezzamento per i donatori italiani e per i medici siriani che lavorano in condizioni a dir poco complesse e che dal gesto compiuto trovano grande motivazione. I bisogni restano consistenti e mi auguro che in futuro sia possibile anche una seconda donazione. Come Ambasciata italiana continueremo a fornire tutta la necessaria assistenza sul piano logistico e documentale».
Jean Bassmaji, presidente di Amar, ricorda che il precedente reparto era stato distrutto dalle bombe: le fotografie che mostra sono eloquenti. «Ad Aleppo ci sono 50mila nascite ogni anno — spiega — e per la scarsità di personale e attrezzature si registra una grande mortalità tra i neonati, specialmente i più problematici. Ora invece stiamo offrendo ai bambini una maggiore possibilità di sopravvivenza. Ringraziamo la Fondazione Giorgio Conti per avere riconosciuto l'importanza di questo significativo progetto umanitario».
Fra i macchinari salvavita consegnati ed entrati in funzione ci sono sei ventilatori non invasivi, tre incubatrici da terapia intensiva, 34 kit per ventilazione assistita, 16 cateteri per ventilazione, 40 sensori di controllo flusso ventilatori, un ecografo e doppler vascolare cardiaco, tre ventilatori digitali, 25 pompe diffusione flusso, 10 laringoscopi in fibra, cinque bilance per neonati, due rianimatori neonatali, due scaldavivande per neonati, quattro dispositivi e sensori per ventilazione assistita e molto altro.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris