L'ANALISI
22 Gennaio 2026 - 10:30
CREMONA - Prosegue il lavoro per affrontare in modo strutturato il tema delle persone senza dimora che gravitano attorno all’Ospedale Maggiore: in questi giorni i servizi sociali territoriali del Comune di Cremona e Asst si sono nuovamente riuniti, insieme alla Polizia Locale, per fare il punto sugli interventi già attuati, su quelli in programma e, in particolare, sulle situazioni più complesse, per le quali trovare soluzioni richiede azioni articolate e tempi più lunghi.
L'incontro segue gli interventi effettuati nelle scorse settimane, ai quali hanno preso parte operatori dei Servizi Sociali del Comune, del Servizio Sociale dell’ospedale e di agenti della Polizia Locale, con l'obiettivo di conoscere direttamente le persone che abitualmente pernottano negli spazi del nosocomio, raccogliere elementi utili alla valutazione delle singole situazioni e verificare la possibilità di attivare percorsi di supporto e di ricollocamento.
Sono state censite in tutto nove persone - di cui sei italiane e tre straniere, tra cui due donne - che presentano profili tra loro differenti: in alcuni casi si tratta di persone in condizione di indigenza, in diversi altri casi di soggetti con problematiche di tipo sanitario o sociosanitario che richiedono una valutazione specialistica e una presa in carico integrata. È emerso inoltre che alcune persone sono formalmente residenti in altri Comuni, elemento che ha reso necessario attivare contatti con altri enti e definire, caso per caso, le competenze e i percorsi attivabili.
Il quadro emerso conferma come il fenomeno delle persone senza dimora non possa essere ricondotto a un’unica tipologia di bisogno e come non tutte le situazioni consentano un collocamento immediato o stabile. Accanto a situazioni in cui è stato possibile procedere subito con il collocamento presso il dormitorio gestito dalla Caritas o il Centro di prima accoglienza, vi sono diversi casi in cui la presenza di specifiche problematiche e fragilità rende molto più complessa l'individuazione di una soluzione: quando le persone non accettano le proposte che vengono loro avanzate si rende, infatti, necessario un lavoro più lungo e graduale di aggancio e accompagnamento. In queste circostanze, la priorità resta la tutela della salute, la continuità del contatto con gli operatori e la costruzione di un rapporto di fiducia, considerato un passaggio fondamentale per poter avviare qualunque percorso di presa in carico.
«Il Comune di Cremona sta proseguendo, in stretto e costante raccordo con Asst, il lavoro di presa in carico finalizzato ad individuare, per ciascuna situazione, le risposte più appropriate al bisogno, tenendo conto delle condizioni personali e delle possibilità effettive di intervento, nella consapevolezza che solo un approccio integrato e continuativo può produrre effetti duraturi», dichiara l’assessora alle Politiche Sociali e Fragilità, Marina Della Giovanna, che aggiunge «Per questo motivo ho proposto di istituire sul tema un tavolo territoriale permanente, impegnandomi a presentare a breve in Giunta un atto di indirizzo».
Per le situazioni più complesse la collaborazione tra servizi sociali e sanitari è in effetti indispensabile per costruire percorsi che non si limitino alla gestione dell’emergenza, ma che possano offrire risposte adeguate. «La collaborazione con il Comune di Cremona e degli altri Comuni interessati sta dando risultati concreti. Grazie al lavoro congiunto dei servizi sociali, tre persone hanno accettato una soluzione alternativa» - spiega il Direttore generale dell’ASST di Cremona Ezio Belleri. «Questo percorso di collaborazione e condivisione proseguirà anche nei prossimi mesi, con attenzione, responsabilità al solo scopo di trovare altre soluzioni sostenibili. In parallelo continua l’attività di controllo degli spazi interni ed esterni della struttura, garantita dalla presenza costante di guardie giurate e delle squadre di addetti antincendio, operative sia di giorno che di notte».
«La presenza di persone senza dimora in un luogo di cura come l’ospedale pone inoltre questioni legate alla sicurezza, al decoro e al corretto funzionamento degli spazi, che devono rimanere pienamente fruibili per pazienti, familiari e operatori sanitari», osserva infine l’assessore alla Polizia Locale e Sicurezza, Santo Canale.
L’intervento sull’area ospedaliera non può quindi essere considerato in modo isolato, ma si inserisce in una più ampia strategia di contrasto alla grave marginalità, ambito nel quale i risultati non sono immediati e la stabilità dei percorsi dipende da molti fattori, spesso non interamente controllabili dai servizi.
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris