L'ANALISI
17 Gennaio 2026 - 05:15
CREMONA - Da 15.262 persone nel 2015, a 25.255 otto anni dopo, a fine 2023. Sino ad arrivare al nuovo record di 27.817 cremonesi che risiedono all'estero, ultimo dato disponibile reso noto dall'Aire, l'Anagrafe nazionale a cui si registra chi sceglie appunto di andare a vivere in un altro Paese.
La statistica risale alla fine del 2024, resa nota nelle scorse settimane dall'agenzia che fa capo al Ministero dell'Interno.
I conti sono presto fatti: tra la fine del 2023 e il 2024 l'incremento è stato di 2.562 unità, in pratica una crescita superiore al 10% in 12 mesi.
Si può dare uno sguardo in prospettiva al decennio 2016-2026, ovvero a quali potrebbero essere i numeri alla fine di quest'anno. Se dovesse essere confermato il trend anche per il biennio in corso, in dieci anni si potrebbe arrivare addirittura ad un raddoppio della popolazione cremonese che ha scelto di lasciare l'Italia: 30mila persone su 350mila residenti.
Non si può ancora parlare di esodo, ma progressivamente questo fenomeno ha assunto le dimensioni di una migrazione importante, che drena risorse, soprattutto giovani, al mondo produttivo locale. Non ci si deve poi stupire delle nascite che languono e dei piccoli centri della provincia che si spopolano.
Evidente come Cremona e il suo territorio non siano certo un caso isolato: la decisione di cercare fortuna e prospettive di vita all'estero accomuna molti residenti di tutte le zone d'Italia. Oltre ai giovani, si spostano anche intere famiglie e lavoratori in età produttiva: secondo stime recenti, una quota importante degli emigrati cremonesi ha portato con sé nuclei familiari e figli, segno che la scelta di emigrare si combina sempre più spesso con progetti di vita stabili all'estero.
Guardando alle singole città capoluogo, il tasso di residenti all'estero di Cremona è pari a 6,1 persone ogni cento abitanti. In numeri assoluti 4.358. Rispetto agli altri centri principali della regione è il più contenuto. I cremonesi sono ancora i più 'attaccati' alle proprie radici, se confrontati con gli altri lombardi.
Brescia 6,3%, Lecco 6,9%, Monza 7,2%. Molto peggio vanno le cose a Sondrio 11,3%, Mantova 8,5%, Bergamo 8,6% e Varese 9,8%. Si salva Milano, da sempre polo di attrazione europeo per non dire mondiale, che paga però i prezzi insostenibili delle case e il costo della vita molto elevato: la percentuale di coloro che l'hanno lasciata per l'estero è dell'8%, poco più di 109mila persone. Fanalini di coda Pavia 12,3% e soprattutto Como 15,2%, quasi un residente su sei risulta iscritto all'Aire in quanto residente all'estero.
La maggior parte degli emigrati italiani e di conseguenza anche lombardi ha scelto di stabilirsi nei Paesi europei. Oltre il 53% risiede infatti in Stati del Vecchio Continente, soprattutto Svizzera, Francia e Regno Unito, mentre circa il 41% vive nelle Americhe. Gli Stati Uniti, certo, ma dai dati del ministero emergono concentrazioni significative anche in Sud e Centro America.
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