L'ANALISI
16 Gennaio 2026 - 19:06
CREMONA - Si chiude un anno in cui il freddo, dicono i dati, non è riuscito a chiudere in casa i cremonesi. Che, in base a quanto emerge dallo studio dell’Osservatorio Urban Data di Confcommercio, hanno scelto di trascorrere i giorni a ridosso del Natale sotto l’albero di piazza del Comune anziché all’ombra di quello del salotto.
Dallo studio emerge, infatti, che nel mese che ha chiuso il 2025 si sono registrate 574.500 visite complessive, con un incremento dell’11% rispetto allo stesso mese del 2024. Ancora migliore il dato dei visitatori unici totali, che sono stati 129.400 (in crescita del 12% rispetto all’anno precedente). Tutto di guadagnato per il Duc (Distretto urbano del commercio), che alla luce dei dati conferma «la centralità del periodo natalizio come momento chiave per l’attrattività urbana e commerciale». «Una performance a doppia cifra che segnala un rafforzamento strutturale dei flussi e un interesse crescente verso l’offerta commerciale e urbana della città».
I dati rivelano anche le giornate di maggiore affluenza, che coincidono con i sabati che hanno preceduto il Natale, «confermando il ruolo del centro storico come polo di riferimento per lo shopping festivo». L’analisi delle permanenze evidenzia inoltre che una quota rilevante dei visitatori si trattiene tra una e due ore, delineando un profilo di visita prevalentemente funzionale, ma con margini di sviluppo sul piano dell’esperienza e del tempo trascorso in città.
«L’Osservatorio Urban Data ci permette di leggere con precisione non solo i volumi, ma anche la composizione dei flussi — spiega Stefano Anceschi, direttore generale di Confcommercio Cremona -. Per quanto riguarda la provenienza provinciale, le presenze più consistenti arrivano da Castelverde, Soresina e Persico Dosimo. Sul fronte regionale emergono bacini importanti come Brescia, Milano e Lodi, mentre a livello nazionale si confermano città come Piacenza, Parma e Torino. È significativo anche il dato relativo ai visitatori stranieri, con presenze soprattutto da Spagna, Francia e Regno Unito. Si tratta di flussi che indicano un centro storico sempre più capace di intercettare pubblici diversi, anche oltre i confini locali, con una permanenza media che oggi si concentra tra una e due ore».

L’Osservatorio Urban Data di Confcommercio Provincia di Cremona è uno strumento di analisi basato sull’elaborazione anonima dei dati di mobilità, pensato per monitorare flussi, provenienze e comportamenti nelle aree urbane. Il progetto rientra in un percorso più ampio promosso dal sistema Confcommercio, con l’obiettivo di supportare amministrazioni e imprese nella definizione di politiche e strategie fondate su dati oggettivi, utili alla valorizzazione dei centri storici e del commercio di prossimità.
«I dati di dicembre parlano chiaro — sottolinea Marco Stanga, vicepresidente di Confcommercio Cremona —: 574.500 visite e una crescita a doppia cifra dei visitatori unici non sono un risultato episodico, ma il segnale di un’attrattività che si sta consolidando. Ancora più rilevante è la dinamica dei flussi regionali (+18%) e nazionali (+22%), che rappresentano oggi il vero motore della crescita. Accanto a un bacino provinciale solido, Cremona sta intercettando pubblici che arrivano da altre province lombarde e da aree metropolitane di regioni limitrofe come Emilia-Romagna e Piemonte, in particolare da Piacenza, Parma e Torino».
«Questa evidenza — prosegue Stanga — impone un cambio di passo: non possiamo più ragionare solo in una logica locale. Serve una strategia di medio-lungo periodo capace di rafforzare il posizionamento del centro storico come destinazione commerciale, integrando shopping, eventi, cultura e accoglienza. I dati ci dicono anche che la permanenza media può crescere: lavorare su animazione urbana, qualità dell’offerta e coordinamento tra operatori significa trasformare una visita funzionale in un’esperienza più ricca, con ricadute dirette sull’economia del centro».
«L’Osservatorio Urban Data — conclude — non è una semplice fotografia statistica, ma uno strumento di lavoro. Sta a noi, come sistema che integra associazioni, commercianti e amministrazione comunale, utilizzarlo per orientare scelte concrete, misurabili e condivise, capaci di rendere Cremona sempre più competitiva e attrattiva».
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