L'ANALISI
NELLE AULE DI GIUSTIZIA
16 Gennaio 2026 - 20:25
Alberto Corazzi e l'assemblea dei soci
CREMONA - La battaglia a colpi di querele e controquerele tra l’imprenditore ed ex socio della Baldesio, Alberto Corazzi, e la società canottieri continua. Nei giorni scorsi, infatti, il procedimento penale avviato dai consiglieri della società nei confronti dell’ex socio è stato archiviato perché ‘il fatto non sussiste’.
L’accusa era quella di divulgazione arbitraria di atti di un procedimento penale: Corazzi aveva condiviso, all’interno di una chat WhatsApp riservata ai soci, denominata ‘Noi Soci Baldesio’, un estratto della denuncia da lui depositata nei confronti degli stessi consiglieri a seguito del ‘caso magliette’ e la presunta diffamazione subita dall’ex socio.
Già lo scorso febbraio il pm aveva avanzato richiesta di archiviazione, ritenendo infondata la contestazione. A sostegno della propria richiesta, il pm aveva richiamato il chiaro orientamento della Corte di Cassazione, secondo la quale il divieto di pubblicazione non si applica a una denuncia o querela presentata da un privato. La giurisprudenza di legittimità, infatti, stabilisce in modo prevalente che solo gli atti di indagine ‘compiuti’ dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria sono coperti da segreto. Una denuncia scritta, in quanto documento di origine privata, non rientra in questa categoria, pur entrando a far parte del procedimento, e la sua divulgazione non integra pertanto il reato. Il 24 novembre, nel corso di un’altra udienza, i difensori delle parti offese si erano opposti all’archiviazione, la difesa dell’indagato ne aveva ribadito la fondatezza, depositando anche una memoria difensiva.
Nella decisione finale, il giudice ha condiviso l’interpretazione del pm e della difesa, rappresentata dall’avvocato Tomaso Pisapia. «Il provvedimento chiarisce — ha dichiarato lo stesso Corazzi condividendo la notizia – che non si trattava di alcun atto coperto da segreto, che non vi è stata alcuna pubblicazione illecita o violazione di legge. Si chiude così un procedimento costruito su accuse rivelatesi infondate».
La querela scritta, depositata per via telematica, non essendo un atto ‘compiuto’ dall’autorità, non è soggetta al segreto investigativo né al divieto di pubblicazione. Ha inoltre distinto il caso in esame da una diversa sentenza della Cassazione citata dalla parte offesa, la quale riguardava, invece, una querela presentata oralmente e verbalizzata dalla polizia giudiziaria, atto che, invece, assume natura pubblica.
In conclusione, Corazzi non si risparmia una stoccata ai consiglieri con cui è impegnato ormai da mesi in una serie di battaglie a colpi di assemblee dei soci, denunce e procedimenti legali: «La mia domanda ora è: chi ha pagato l’avvocato assunto dai consiglieri per questa causa?».
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris