L'ANALISI
16 Gennaio 2026 - 17:43
CREMONA - Paolo Antonini, è il nuovo presidente di Assocanottieri, una realtà nata nel 2004, che conta 10 società iscritte e con 22.000 soci. Ne fanno parte la Ongina di Monticelli, la Canottieri Adda di Lodi, la Lega Navale di Cremona, il Circolo Vela, la La M.A.C., la Baldesio, la Flora, la Bissolati, l’Eridania e gli Amici del Po di Casalmaggiore. E proprio di quest’ultima Antonini, avvocato casalese, è presidente.
I suoi colleghi lo hanno eletto all’unanimità dopo le dimissioni di Pierangelo Fabris, che ricopriva la carica in qualità di presidente della Flora: per statuto non ha potuto correre per il terzo mandato nella sua canottieri e dunque si è dimesso dalla carica in quanto non più presidente di società come vuole lo statuto di Assocanottieri.
Nei suoi due anni di presidenza, Fabris ha focalizzato il suo impegno soprattutto su tre punti: portare il Po, la sua storia e le sue meraviglie naturali, nelle scuole, un progetto che si è materializzato con un ciclo di lezioni alla scuola media Virgilio e con una visita finale di quasi 200 studenti alle canottieri. Molto apprezzata per il significato pedagogico la borsa di studio che collega i risultati sportivi a quelli scolastici, la ripresa di una vecchia tradizione: la processione dell’Assunta in notturna, che precede quella del giorno dopo, di Ferragosto.
Antonini, uomo di Po oltre che di toga, abile canoista, è un appassionato e un esperto del fiume, ma anche dei meccanismi di Assocanottieri e delle sue potenzialità, perché ha già ricoperto la carica in passato ed è stato due volte vicepresidente.
«Ringrazio i colleghi presidenti della fiducia che mi hanno accordato e ringrazio Fabris per il lavoro pregevolissimo che ha portato avanti con risultati molto apprezzabili. Credo molto nell’associazionismo e nelle sue potenzialità; quella delle canottieri l’abbiamo dimostrata durante il Covid soprattutto ma in tante altre cose: convenzioni tra società, collaborazioni sportive e culturali, insieme per la sicurezza, la gestione del fiume e il suo rilancio, tante infatti le manifestazioni che hanno come protagonista il Po, senza contare la disponibilità e la nostra collaborazione a progetti come la ciclabile Ven.To oppure al Mab Unesco Po grande».
Antonini crede anche in un’altra potenzialità dell’associazionismo: il fare squadra delle associazioni rivierasche per affrontare il futuro. «Non è un progetto a breve scadenza, ma questo mondo deve assumere consapevolezza della sua forza contrattuale, in poche parole, di acquisto: dieci società con 22.000 iscritti se insieme possono chiedere al mercato prezzi più convenienti per tutte le nostre esigenze, se ne parla da tanto, ma credo che i tempi siano maturi. Occorre soltanto che qualcuno di noi rinunci a qualcosa e lo metta in comune».
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