L'ANALISI
15 Gennaio 2026 - 18:42
CREMONA - «L’intervento dei Servizi sociali è scattato dopo lo sfratto perché Aler non ha mai menzionato le fragilità di quel nucleo famigliare».
Una ricostruzione puntuale dei fatti e delle procedure seguite in occasione dello sfratto dei due fratelli, uno dei quali disabile, residenti nelle case dell’Aler.
Il caso, con i due uomini costretti a passare le notti gelide di dicembre sotto un ponte, aveva sollevato un polverone politico non solo sull’azienda regionale per le case popolari ma anche sul Comune di Cremona, chiamato in causa per l’intervento tardivo dei Servizi sociali nel cercare una soluzione alternativa per il nucleo famigliare.
In uno scambio di accuse tra schieramenti la maggioranza di centrosinistra ha proposto di segnalare l’agenzia regionale, in capo al centrodestra lombardo, al garante della disabilità, mentre Lega, Forza Italia e Novità a Cremona avevano chiesto conto dell’operato del settore politiche sociali.
Da parte sua l’Aler, con il presidente Amedeo Ghidini, aveva parlato di «comunicazioni costanti e tempestive sia con gli inquilini che con il Comune».
A rispondere è stata proprio la responsabile dell’assessorato, Marina Della Giovanna riferendo che i suoi uffici «hanno ricevuto due comunicazioni ufficiali da Aler, una il 24 ottobre e l’altra il 21 novembre, relative alla programmazione degli interventi di sfratto per il mese di novembre. In entrambe le comunicazioni, trasmesse via pec e via mail, veniva indicato il nominativo del nucleo familiare con la motivazione ‘Dopo ripetuti solleciti telefonici e appuntamenti che non sono stati rispettati, si procede con l’esecuzione’. In nessuno dei documenti era presente alcun riferimento o segnalazione alla condizione di disabilità e vulnerabilità dell’intestatario dell’alloggio».
In assenza di tali segnalazioni di vulnerabilità, i servizi sociali non hanno attivato un percorso di presa in carico del nucleo, né chiesto conto ad Aler della situazione ritenuta di ordinaria amministrazione – per quanto tale possa essere considerato uno sfratto in pieno inverno –. Per questo l’intervento del Comune è scattato soltanto il giorno successivo all’esecuzione dello sfratto, dopo la richiesta di aiuto da parte dei fratelli.
Quanto alla soluzione proposta per trovare ai due un tetto sotto al quale vivere, Della Giovanna riferisce che «per tutelare la riservatezza dei dati sensibili, non possono essere divulgate. Si tratta al momento di soluzioni abitative temporanee, poiché la normativa regionale preclude l’accesso agli alloggi pubblici per i nuclei colpiti da provvedimenti di decadenza».
Della Giovanna prosegue parlando di ripetuti tentativi negli anni per istituire un tavolo permanente per prevenire la perdita dell’alloggio per i nuclei fragili. Ma la comunicazione tra Aler e Comune, per quanto frequente, deve migliorare: «Confermiamo la disponibilità a definire piani di intervento ma Aler, nella sua gestione ordinaria delle pratiche, deve considerare sistematicamente anche le fragilità sociali».
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