L'ANALISI
15 Gennaio 2026 - 18:15
PIADENA DRIZZONA - Acquistare appartamenti all’asta per renderli disponibili per coloro che ne hanno bisogno. La proposta è stata protocollata dal consigliere Luigi Pagliari tramite interrogazione e verrà discussa nel prossimo consiglio comunale che verrà convocato dalla sindaca Federica Ferrari.
L’interrogazione spiega che l’asta sarà il 24 marzo e prevede quattro appartamenti con un prezzo che varia da 26mila a 31mila euro, con un’offerta minima ancora più bassa, che varia tra 19mila e 500 e 23mila euro. «A nostra parere – afferma Pagliari – gli appartamenti dovrebbero essere acquistati dal Comune al fine di essere utilizzati come abitazioni». Concludendo, l’interrogazione chiede «se l’amministrazione intende prendere in considerazione l’acquisto di questi appartamenti sfruttando l’opportunità difficilmente ripetibile, visto il prezzo conveniente e la carenza di immobili di proprietà dell’ente locale».
Gli appartamenti in questione sono quattro e fanno parte della struttura di via Borgo Fornace 4, tornata alla ribalta della cronaca del paese nelle ultime settimane. A ottobre la possibilità dell'apertura di un nuovo Cas (Centro di accoglienza straordinario) in via Borgo Fornace, quartiere adiacente alla stazione ferroviaria e già a forte rischio sicurezza, ha spinto un gruppo di residenti ad unirsi per far sentire la propria voce e timori. Dopo un primo confronto con Ferrari e l'amministrazione comunale, questi cittadini hanno deciso di unirsi in un gruppo apolitico per dare forza alle preoccupazioni di tutti, formando così il comitato 'Piadena Drizzona Si-cura', presieduto da Omar Bellini.
«Il comitato è consapevole dell'importanza di una gestione responsabile e condivisa delle politiche di accoglienza, e per questo dal novembre scorso ha attivato una raccolta firme, raccogliendone 650, per essere portavoce delle forti preoccupazioni dei cittadini rispetto all’eventuale e futura apertura di nuovi centri di accoglienza straordinaria sul territorio comunale. Queste strutture non garantiscono progetti di integrazione e troppo spesso si trasformano in centri ingestibili. Il palazzo, possibile sede del nuovo Cas, era già stato utilizzato come centro di accoglienza nel 2016 e 2017, esperienza che aveva creato molti problemi di gestione e l'impossibilità di controllare gli ospiti. Proprio per evitare queste situazioni era stato chiuso il centro e avviato il progetto Sprar, oggi Sai, che vede proprio Piadena Drizzona come paese capofila e che nel corso degli anni ha aiutato molte persone, diventando uno dei migliori progetti a livello nazionale in tema di accoglienza e integrazione». Infine il comitato si focalizza sui propri obbiettivi: «La sicurezza del paese è punto fondamentale e fulcro di ogni iniziativa del comitato e non è un caso il nome scelto, 'si-cura', che si basa proprio sul concetto dell'importanza della sicurezza».
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