Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL CASO

Ipotesi nuovo Cas: 650 firme per dire ‘no’

«Il Centro di accoglienza straordinario per migranti è stata una scelta fallimentare». Il ‘Comitato Piadena Drizzona Si-cura’: «Puntare sul Sai per una reale integrazione»

Fabio Guerreschi

Email:

fguerreschi@laprovinciacr.it

15 Gennaio 2026 - 05:20

Ipotesi nuovo Cas: 650 firme per dire ‘no’

PIADENA-DRIZZONA - Primo passo concreto del nuovo ‘Comitato Piadena Drizzona Si-cura’ con la raccolta, nelle scorse settimane, di 650 firme contro l’ipotesi di apertura di un nuovo Centro di accoglienza straordinario sul territorio comunale.

Il comitato, presieduto da Omar Bellini, spiega le motivazioni che l’hanno portato a formarsi e a intraprendere la raccolta delle firme.

«A ottobre la possibilità dell'apertura di un nuovo Cas (Centro di accoglienza straordinario) in via Borgo Fornace, quartiere adiacente alla stazione ferroviaria e già a forte rischio sicurezza, ha spinto un gruppo di residenti ad unirsi per far sentire la propria voce e timori. Dopo un primo confronto con il sindaco Federica Ferrari e l'amministrazione comunale, questi cittadini hanno deciso di unirsi in un gruppo apolitico per dare forza alle preoccupazioni di tutti, formando così il ‘Comitato Piadena Drizzona Si-cura’. Il comitato è consapevole dell'importanza di una gestione responsabile e condivisa delle politiche di accoglienza, e per questo dal novembre scorso ha attivato una raccolta firme, raccogliendone 650, per essere portavoce delle forti preoccupazioni dei cittadini rispetto all’eventuale e futura apertura di nuovi centri di accoglienza straordinaria sul territorio comunale. Queste strutture non garantiscono progetti di integrazione e troppo spesso si trasformano in centri ingestibili. Il palazzo, possibile sede del nuovo Cas, era già stato utilizzato come centro di accoglienza nel 2016 e 2017, esperienza che aveva creato molti problemi di gestione e l'impossibilità di controllare gli ospiti. Proprio per evitare queste situazioni era stato chiuso il centro e avviato il progetto Sprar, oggi Sai, che vede proprio Piadena Drizzona come paese capofila e che nel corso degli anni ha aiutato molte persone, diventando uno dei migliori progetti a livello nazionale in tema di accoglienza e integrazione».

Infine il comitato si focalizza sui propri obbiettivi: «La sicurezza del paese è punto fondamentale e fulcro di ogni iniziativa del comitato e non è un caso il nome scelto, ‘si-cura’, che si basa proprio sul concetto dell'importanza della sicurezza e sull’urgenza di trovare una cura alla sensazione di paura e insicurezza che si vive negli ultimi anni in paese, situazione che si teme possa peggiorare anche a causa del raddoppio ferroviario. Il ‘Comitato Piadena Drizzona Si-cura’ sarà a fianco dell'amministrazione comunale e degli enti competenti per farsi portavoce delle esigenze dei cittadini».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400