L'ANALISI
14 Gennaio 2026 - 11:08
SONCINO - La data delle elezioni comunali è ancora da definirsi, anche se è certo che la chiamata alle urne sarà tra il 15 aprile e il 15 giugno, ma il borgo murato intanto ha già un candidato ufficiale.
È stato infatti Roberto Grazioli il primo a rompere ufficialmente gli indugi, confermando anche che si presenterà da civico indipendente con Polis, la ‘civica pura’ presentata come progetto in filanda nel settembre del 2024.
Nel suo stile, messaggio chiaro e poco politichese: «Se diventerò sindaco sarò io a mettere ordine. Se sarò consigliere di minoranza, vi romperò le scatole così tanto da farvelo fare».
E sembra una battuta di spirito. Ma non lo è per forza. Grazioli, di lavoro docente, compositore e musicista, oggi è principalmente conosciuto a Soncino per il suo videoblog AnnoZero. Occhio però, non è certo digiuno di politica. Anzi. E il suo carattere non esattamente incline a compromessi ha sempre diviso la scena, anche fuori dai banchi.
Leader de ‘La Svolta’, che aveva creato poco prima, nel 2010 mancò per un soffio l'ingresso in consiglio. Il discreto risultato, specialmente visti i tempi, di 306 voti gli valse il plauso, ma nemmeno uno scranno fra quelli divisi dal centrodestra, che è al governo da allora, e il centrosinistra con cui i rapporti sono sempre stati fumantini.
Un tentativo di matrimonio con l'area progressista, finito in divorzio flash, ci fu alla tornata successiva, quella del 2015. Galeotto fu il sistema delle primarie indette dal Pd e a cui partecipò anche il prof. Ma il seggio di via Della Valle, che oggi non esiste nemmeno più per far capire quanto i tempi siano cambiati, mise la corona al collega Gabriele Moro, che sbaragliò anche la concorrenza di Davide Pagliarini (anche lui insegnante, ma Dem) e dell'apartitico Giuseppe Cangini. La vicenda non finì a tarallucci e vino e ci fu una bagarre sul conteggio dei voti. Da lì la rottura definitiva. In corsa c'era pur sempre Carla Urgesi (oggi col suo Buongiorno confluita ed eletta in Uniti), che era considerata in qualche modo più vicina alle sue posizioni, ma Grazioli abbandonò l'agone senza dare indicazioni di voto.
È partita allora la storia del ‘Grazioli youtuber’, parallela all'attivismo fuori da palazzo. Poi è nata Polis, per intersecare le due cose. «Io non sono nessuno e non ho bisogno di fare il sindaco per carriera o per soldi. Ho il mio lavoro e le mie passioni. Molti mi chiedono – ha raccontato – ‘ma chi te lo fa fare?’: per me è una passione. Mi pesa vedere un comune sporco e gestito male». In chiosa, l'appello ai non schierati: «Se riconoscete nel mio modo di fare qualcosa che vi appartiene contattatemi. Che il paese è piccolo, ci conosciamo, e la porta è spalancata».
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