L'ANALISI
07 Gennaio 2026 - 05:15
Groppali e un ibis eremita
CREMONA - Numerosi gli avvistamenti di ibis eremita lungo il Po, questa grande riserva naturale che migliora di anno in anno dal punto di vista ecologico e che da tempo regala agli appassionati spettacoli unici e inaspettati, e a specie in via d’estinzione un rifugio sicuro o quasi (due di questi uccelli erano stati abbattuti qualche tempo fa nel Cremasco).
L’ibis eremita è un uccello che fino a qualche tempo fa si riteneva in via di estinzione. Originario della Siria e del Medioriente, ne erano rimasti poche centinaia di esemplari. Al contrario degli ibis sacri, che ormai fanno parte dell’habitat padano (numerosissime le colonie di San Rocco a Cremona, Ca’ de' Gatti a Pieve d’Olmi, Ossalengo a Castelverde, a Corte de’ Frati e in altre zone: Cremasco e confine con il Bresciano) l’eremita non vive solitamente in stormi numerosi, e soprattutto preferisce luoghi appartati. Grazie ad alcuni interventi dell’uomo, però, sono oggi una specie protetta e in ripresa demografica.

Gli esemplari sono stati avvistati a fine dicembre tra San Daniele e Roccabianca, Solarolo Monasterolo e Motta Baluffi e, più a Sud, nel Casalasco. «Una grande bella notizia: prima di tutto per la specie, in seconda battuta per il Po, che è sempre di più un grande bacino ecologico, che accoglie e riesce a far sopravvivere specie a rischio - spiega Riccardo Groppali, naturalista e già docente all’Università di Pavia -. Questa specie sopravvive soprattutto perché alcuni zoo del Nord Europa li avevano ospitati. Poi, quando è stata dichiarata specie in via d’estinzione, sono stati avviati progetti di popolamento e poi di reimmissione nei Paesi d’origine. Ma da Nord Europa al Medioriente esiste una barriera naturale che questi uccelli non riuscivano a superare: le Alpi. E dunque soprattutto lo zoo di Innsbruck ha avviato un progetto di ‘rieducazione’ degli ibis eremita: li hanno abituati a seguire i deltaplani e gli ultraleggeri che gli hanno insegnato le rotte più facili per superare le Alpi, l’avvistamento nel Cremonese è la prova che il progetto funziona ed è valido».
Ma Groppali dà un’altra buona notizia: sempre a Sud della provincia, a San Lorenzo Aroldo, antico feudo della famiglia Ponzoni, frazione di Solarolo Rainerio, è stato avvistato un gruppo di cicogne nere. La zona è ideale, chiusa tra i canali Riglio e Delmonazza, e le cicogne, probabilmente di passaggio, hanno trovato un buon habitat per riposarsi. «Sono animali rarissimi - spiega il naturalista - un passaggio del genere è veramente storico, e ancora una volta testimonia gli sforzi andati a segno di chi da anni si batte per rendere l’area padana una sorta di oasi ecologica, soprattutto per salvaguardare le specie a rischio».
Copyright La Provincia di Cremona © 2012 Tutti i diritti riservati
P.Iva 00111740197 - via delle Industrie, 2 - 26100 Cremona
Testata registrata presso il Tribunale di Cremona n. 469 - 23/02/2012
Server Provider: OVH s.r.l. Capo redattore responsabile: Paolo Gualandris