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Imprese: 1 su 5 è guidata da una donna

I dati della Cgia di Mestre. Le imprenditrici italiane sono le più numerose nell’Ue

La Provincia Redazione

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22 Dicembre 2025 - 16:25

Imprese: 1 su 5 è guidata da una donna

CREMONA - Il numero di donne imprenditrici presenti in Italia è il più elevato dell’Ue a 27. Nel 2024 la platea delle partite Iva in capo alle donne presenti nel nostro Paese ha toccato la soglia di 1.621.800 unità, pari al 16% del totale donne occupate in Italia. Seguono la Francia con 1.531.700 (10,8% donne occupate), la Germania con 1.222.300 (6,1%) e la Spagna con 1.136.000 (11,3%). È quanto si apprende dallo studio realizzato dalla Cgia di Mestre e pubblicato nelle scorse ore sul sito dell’associazione, che riporta anche i dati regionali: in Lombardia le imprese femminili sono 162.190 su un totale di 815.661 aziende, il 19,9%. «Quello ottenuto dall’Italia è un record molto importante che, comunque - spiega l’ufficio studi della la Cgia di Mestre - non cancella il primato negativo riconducibile al nostro tasso di occupazione femminile che, sebbene negli ultimi anni sia tornato a crescere, rimane ancora il più basso in tutta l’Ue. In Italia la crescita delle imprese guidate da donne è proseguita anche nei primi 9 mesi di quest’anno: nella media dei primi 3 trimestri del 2025 lo stock è stato di 1.678.500 unità (+ 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2024). Sebbene in termini assoluti le donne imprenditrici siano meno della metà dei colleghi uomini, la variazione percentuale registrata nel 2025 è più che doppia rispetto al dato riferito all’imprenditoria maschile (+1,1%) . Sette donne su dieci guidano un’impresa di servizi o commerciale».

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SERVIZI E COMMERCIO SU TUTTI

Il 71% delle imprese guidate da donne presenti in Italia riguarda servizi/commercio. Al 30 settembre di quest’anno - continua la Cgia - il settore con il maggior numero di aziende capitanate da una imprenditrice è il commercio: questo comparto ne conta 288.411 attività. Seguono l’agricoltura con 186.781, gli altri servizi (quali parrucchiere, estetiste, tatuatrici, massaggiatrici, tintorie e lavanderie, eccetera) con 136.173, e l’alloggio/ristorazione con 120.744. A differenza degli uomini, le donne assumono donne Il basso tasso di occupazione femminile in Italia è principalmente attribuibile all'elevato carico di lavoro domestico che grava sulle spalle delle donne. Purtroppo, il nostro Paese ha storicamente investito in misura limitata nello sviluppo dei servizi sociali e della prima infanzia, penalizzando le donne in modo duplice. In assenza di adeguati investimenti in questi ambiti non sono stati creati nuovi posti di lavoro che avrebbero potuto essere occupati prevalentemente da donne. Numerosi studi a livello internazionale dimostrano come l’imprenditoria femminile possa rappresentare una chiave per incrementare l’occupazione femminile; infatti le donne che fanno impresa tendono ad assumere altre donne in misura significativamente maggiore rispetto ai loro colleghi maschi.

L’AUTOIMPIEGO

La letteratura specializzata evidenzia almeno due fattori che motivano le donne a intraprendere un percorso imprenditoriale. Il primo è strutturale ed è correlato alla condizione socio-economica: situazioni di disoccupazione, tradizioni familiari o la presenza di incentivi economici inducono a considerare l’imprenditorialità come necessità. Il secondo fattore è motivazionale e concerne ragioni intrinseche che spingono le donne ad abbracciare tale opportunità; questo aspetto sembra rispecchiare maggiormente la sensibilità femminile. Grazie all’autoimprenditorialità, le donne possono gestire con maggiore flessibilità gli impegni lavorativi insieme a quelli familiari. L’autoimpiego si è affermato come uno degli strumenti più efficaci per riconquistare protagonismo nella propria vita professionale e realizzare i propri obiettivi e aspirazioni nella speranza di ottenere risultati economici gratificanti e una maggiore indipendenza.

IL PRIMATO DEL SUD

Le imprese in rosa sono soprattutto al Sud: Molise, Basilicata e Abruzzo Se analizziamo la distribuzione geografia delle imprese guidate da donne, scorgiamo che la ripartizione con il numero più alto è il Mezzogiorno che, al 30 settembre di quest’anno, ne contava 415.242. Seguono il Nordovest con 280.121, il Centro con 245.165 e il Nordest con 209.602. Se, invece, calcoliamo l'incidenza delle imprese femminili sul totale imprese è sempre il Sud a segnare la quota più elevata: precisamente il 24,3%. A livello regionale, il più alto numero di attività guidate da donne lo troviamo in Lombardia con 162.190 aziende. Seguono la Campania con 119.137 e il Lazio con 112.200. Se, infine, misuriamo l’incidenza delle imprese femminili sul totale aziende, il dato più elevato è riconducibile al Molise con il 27,7%. Seguono la Basilicata con il 27,3% , l’Abruzzo con il 25,9% e l’Umbria con il 25,3%.

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