L'ANALISI
22 Dicembre 2025 - 16:14
Da sinistra Francesco Reitano, Giorgio Scivoletto, Ezio Belleri, Gianluca Leggio
CREMONA - «È stato un anno pieno di soddisfazioni, ma anche di problemi importanti. Un anno vissuto intensamente». Con queste parole Ezio Belleri, direttore dell’Asst di Cremona, ha aperto l’incontro di questa mattina con la stampa, durante il quale sono stati illustrati risultati, interventi e criticità dell’ultimo anno. Un bilancio che restituisce l’immagine di un’azienda in crescita, capace di innovare e investire, ma che è ancora alle prese con nodi strutturali, a partire dai tempi d’attesa e dalla carenza di personale infermieristico.
«I pazienti dimessi nel 2025 - ha continuato Belleri - sono stati quasi 19mila, in leggero aumento rispetto all’anno precedente. Mantenere i livelli di erogazione nel tempo è tutt’altro che scontato, specialmente alla luce delle numerose difficoltà con cui la sanità si scontra anche a livello nazionale. Riuscire a soddisfare i bisogni dei cittadini del nostro territorio è quindi motivo di particolare orgoglio per l’Asst di Cremona».

Uno dei temi più sensibili per l’utenza rimane quello dei tempi d’attesa. L’azienda sanitaria registra miglioramenti, soprattutto nel confronto con gli obiettivi fissati a livello nazionale, ma il problema non è risolto e continua a rappresentare una criticità diffusa. «È un tema molto caldo - ha sottolineato Belleri - sul quale Regione Lombardia, come promesso dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso, intende intervenire con strumenti più incisivi». I segnali positivi non mancano, ma il percorso resta complesso. Miglioramenti emergono anche sul fronte del Nuovo sistema di garanzia (NSG), il meccanismo del Ministero della Salute e di Agenas che valuta la qualità dell’assistenza attraverso oltre 80 indicatori. Pur in presenza di alcune aree ancora sotto i livelli attesi, la direzione ha infatti rivendicato un quadro complessivo adeguato di erogazione dei servizi.
Nel 2025 sono aumentati anche gli accessi al Pronto soccorso: da gennaio a novembre se ne contano oltre 79mila, quasi 2mila in più rispetto allo stesso periodo del 2024. Un dato che riflette una maggiore pressione, ma anche le scelte dell’utenza. «Stiamo rafforzando il territorio - ha spiegato Belleri - per evitare che il pronto soccorso venga utilizzato quando non necessario». In questa direzione vanno sia il potenziamento delle prestazioni territoriali sia il cantiere di riorganizzazione del PS, ormai in fase avanzata e destinato a concludersi in primavera. Gli interventi già realizzati, riferiscono gli operatori, hanno migliorato i percorsi interni e la gestione dei flussi.
Sul versante del personale il quadro resta a due velocità: se per i medici la situazione è complessivamente sotto controllo, continua a pesare la carenza di infermieri. E non è l’unico nodo: l’azienda segnala difficoltà anche nel reclutare figure informatiche e gestionali, un settore strategico in questa fase di digitalizzazione ma penalizzato, di fatto, da stipendi non abbastanza attrattivi. Importanti, infatti, i passi avanti sul piano tecnologico: nel 2025 sono stati investiti circa 2,5 milioni di euro in nuove apparecchiature ed è cresciuta in modo significativo la telemedicina, con prestazioni quasi triplicate tra televisite, teleconsulti, teleassistenze e telemonitoraggi.
Segnali positivi arrivano anche dai dati demografici e dalla prevenzione. Al 16 dicembre 2025 le nascite sono state 1.020, contro le 1.002 dell’anno precedente, in controtendenza rispetto al quadro regionale e nazionale, e le vaccinazioni hanno superato quota 55mila dosi, con un incremento di circa il 10%.
Sul territorio, infine, la Casa di comunità di Cremona, presentata all’assessore Bertolaso, entrerà progressivamente a regime tra gennaio e febbraio, con nuovi servizi e il trasferimento della Neuropsichiatria infantile, ed entro marzo è prevista anche l’attivazione della Casa di comunità di Soresina.
Il bilancio racconta un’azienda in trasformazione, con una direzione chiara: la sfida ora è rendere sostenibile il sistema nel lungo periodo, a partire dalle persone che ogni giorno lo tengono in piedi.
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