L'ANALISI
11 Dicembre 2025 - 20:56
CREMONA - La ‘mano morta’ a una ragazzina di 15 anni non lo ha assolto, anzi. Gli è costata 2 anni di reclusione per violenza sessuale (palpeggiamento). È la sentenza emessa dal gup nei confronti di un ventenne incensurato.
Il giudice ha concesso all’imputato le attenuanti generiche. Il pm, Andrea Figoni, aveva chiesto di condannarlo a 2 anni e 8 mesi per violenza sessuale aggravata dal fatto che la vittima avesse 15 anni e dalla minorata difesa, perché erano le 10 di sera, c’era buio.
Nel processo che si è celebrato nella tarda mattinata di oggi in udienza preliminare con il rito abbreviato, il ventenne era presente, la giovane no. Dopo la denuncia, nel processo non si è costituita parte civile attraverso i genitori, per chiedere il risarcimento dei danni.
I fatti risalgono a circa due anni fa. L’appuntamento su Instagram, una passeggiata di sera, un abbraccio, la mano di lui che scivola sul fondoschiena di lei. Lei che reagisce: «No, non voglio». Lui che si ferma, ma dopo un po’ ci riprova. E lei, di nuovo, reagisce: «Non voglio, chiamo i miei amici». E lui se ne va.
All’epoca dei fatti, l’imputato lavorava come barista nel locale di un paese frequentato dalle compagnie di ragazzi, tra i quali la giovanissima. Barman e 15enne si conoscevano. Una settimana dopo quella passeggiata con palpeggiamento reiterato nonostante il no della minorenne, la ragazzina ha raccontato tutto a mamma e papà ed è partita la denuncia.
Nell’indagine effettuata dai carabinieri, la quindicenne ha riconosciuto l’imputato.
Non è il primo caso di condanna per la ‘mano morta’. Due anni di carcere se li è presi, ad esempio, un uomo a Roma che aveva toccato il fondoschiena a una signora. È violenza sessuale. Lo ha ribadito la Cassazione, sottolineando la gravità del comportamento tenuto da un uomo che ha pensato bene di ‘approcciare’ in modo per nulla elegante una signora, che dal canto suo, una volta subìto il palpeggiamento, ha reagito con vigore: «Gliene ho dette di tutti i colori», aveva raccontato.
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