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CREMONA

Accoltellato al Serd, è caccia all’aggressore

Un 29enne colpito di striscio dopo una lite. Scatta un inseguimento in bicicletta tra i due, terminato in via Postumia intorno alle 11.30

Giacomo Guglielmone

Email:

gguglielmone@laprovinciacr.it

22 Giugno 2022 - 20:13

Accoltellato al Serd, è caccia all’aggressore

Un'auto dei carabinieri

CREMONA - Una tarda mattinata decisamente movimentata, quella di oggi, in via Postumia, in particolare in prossimità della sede del Servizi pubblico per le dipendenze patologiche (SerD) dell’Ats Val Padana. Il tutto a causa di una lite degenerata fino all’esplosione di violenza che è costata ferite da taglio, per fortuna non gravi, a uno dei coinvolti, un 29enne di nazionalità straniera soccorso dagli operatori del servizio 118 che lo hanno poi condotto all’ospedale Maggiore. L’aggressore ora è ricercato.


Della vicenda si sono occupati i carabinieri, che l’hanno ricostruita nei tratti essenziali. Secondo la prima ricostruzione fatta dai militari (che in queste ore stanno lavorando per acquisire altri elementi utili), la lite sarebbe iniziata in un altro quartiere della città. A seguire ci sarebbe stato un inseguimento tra i due, entrambi in sella a una bicicletta, terminato proprio in via Postumia, intorno alle 11,20. Lì, ad un tratto, l’aggressore ha estratto la lama e ha colpito, di striscio al collo, il 29enne. I carabinieri stanno cercando di individuare, in particolare, le motivazioni del gesto, ma soprattutto di rintracciare il presunto aggressore.


Si parte dal racconto del 29enne finito all’ospedale, certo, ma non è da escludere che i militari decidano di esaminare le immagini registrate da alcuni degli impianti di videosorveglianza presenti nei luoghi nei quali si sono svolti i fatti. Non è la prima volta che in prossimità dell’ingresso del Serd sale la tensione o si verificano aggressioni. La più grave, quella che ha portato alle conseguenze di gran lunga più pesanti, è stata la sparatoria che ha coinvolto due uomini che frequentavano entrambi il presidio medico dell’Ats Val Padana ai primi di febbraio del 2007. Due i colpi esplosi con una pistola semiautomatica. Uno di striscio, a un fianco. Uno a segno, sparato quasi a bruciapelo: ha trapassato il torace, sfiora cuore ed esofago, perforato i polmoni. L’uomo ferito se l’era cavata, quello che aveva sparato era stato bloccato dagli agenti della Squadra Mobile subito dopo i fatti.

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