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CREMA: LA POLEMICA

Ospedale, un’estate senza Psichiatria? Scambio di accuse

Il medico Galmozzi: «Secondo i rumors il reparto chiude a luglio», Zanibelli (Forza Italia): «Disinformazione via social, è tutto surreale»

La Provincia Redazione

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21 Giugno 2022 - 05:20

Causa da 11,5 milioni di euro, il tribunale dà ragione all'Asst

Una panoramica dell'ospedale di Crema

CREMA - Chi ha ragione? Probabilmente lo si saprà entro pochi giorni. Nel frattempo, è giallo sul futuro di Psichiatria all'Ospedale di Crema.

Per Attilio Galmozzi, medico del pronto soccorso «voci di corridoio ci dicono, ahimè con fondamento, che a breve, pare temporaneamente, l’ospedale di Crema potrebbe perdere un reparto, la Psichiatria» ha scritto sul suo profilo social il 41enne assessore uscente all’Istruzione e lavoro.

Dalla minoranza, Laura Zanibelli di Forza Italia, smentisce il collega consigliere. «L’attività di disinformazione, veicolata via social da Attilio Galmozzi, dipendente dell’Azienda socio sanitaria di Crema e noto esponente della sinistra cremasca, sulla presunta chiusura di un reparto dell’ospedale di Crema, ha suscitato un dibattito surreale. A rendere ancora più infelice l’uscita è la genericità dell’allarme lanciato, introducendo sospetti, con il chiaro scopo di generare disorientamento e preoccupazione tra i cittadini e, ancora più grave, tra le persone ammalate. Non risulta chiuso il reparto di psichiatria».

Nel mezzo c’è ovviamente la dirigenza dell’Asst, che potrebbe forse dissipare ogni legittimo dubbio in un senso o nell’altro. Ieri, per, il direttore generale Ida Maria Ada Ramponi ha fatto sapere di non voler rilasciare alcuna dichiarazione in merito.

Nel suo post il medico cremasco aveva aggiunto: «Non sono bastate le dimissioni del personale, già di per sé numericamente significative e tali da mettere in serissima difficoltà il mantenimento dei servizi esistenti, l’esternalizzazione di guardie radiologiche, ginecologiche e pediatriche nella fascia notturna (altro campanello d’allarme serio), la neuropsichiatra infantile con soli due medici in servizio. Se si perde un pezzo e quando capita poi difficilmente si riacquistano, specie se la logica che muove queste scelte è il contenimento di spesa, e poi un secondo e un terzo, ciò che resta sono cocci. A chi dice che il problema è generalizzato, che in parte è vero, rispondo che esiste un caso Crema, eclatante e verificabile. Se nei due ospedali limitrofi (Lodi e Treviglio) le delibere di assunzione sono maggiori di quelle di dimissione, un serio problema locale esiste».

Da più parti si parla di una trattativa tra Asst, per trasferire negli ospedali di Lodi o Treviglio pazienti e personale, almeno per i mesi estivi.

Per Zanibelli, invece, si sta facendo di tutto per potenziare il reparto. «È stato bandito il concorso per sostituire il primario di psichiatria andato in pensione, a riprova della decisione della direzione, e quindi di Regione, di mantenere attivo il reparto. Piuttosto la carenza di personale medico non è certo una novità scoperta oggi da Galmozzi, ma un fenomeno preoccupante di dimensioni nazionali, con i quali tutti noi dobbiamo fare i conti. Spiace constatare che coloro che a parole dicono di difendere l’ospedale di Crema e con esso il sistema sanitario pubblico, con le loro dichiarazioni lo danneggiano profondamente, creando un clima di sfiducia. Non possiamo che prendere nettamente le distanze da chi conduce le battaglie politiche sulla pelle dei cittadini».

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