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L'EMERGENZA IDRICA

Siccità, si «pesca» l'acqua nel Po per irrigare

Straordinario intervento del Consorzio di Bonifica Navarolo all’impianto di sollevamento di Isola Pescaroli

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

20 Giugno 2022 - 05:30

Siccità, si «pesca» l'acqua nel Po per irrigare

ISOLA PESCAROLI - Con una operazione realizzata in pochi giorni di lavoro frenetico, il Consorzio di Bonifica Navarolo - Agro Cremonese Mantovano, con sede a Casalmaggiore, sabato ha risolto un enorme problema provocato dalla straordinaria secca del Po all’impianto di sollevamento di Isola Pescaroli, frazione di San Daniele Po, che non riusciva più a «pescare» l’acqua dal fiume per il livello eccessivamente basso di quest’ultimo. E ha così architettato un sistema alternativo per alimentare l’impianto e consentire così di mandare acqua nel canale artificiale utilizzato in un’ampia fascia di territorio, in prevalenza casalasco, per le irrigazioni delle colture: pomodoro, mais e soia su tutte.

«L’impianto di Isola Pescaroli - ha spiegato ieri mattina sul luogo del cantiere l’ingegner Mauro Sartori del Navarolo - serve un bacino che va da qui a Casalmaggiore, pari a 15 mila ettari di terreno. Da maggio le quote hanno iniziato ad abbassarsi fino ad arrivare ai livelli critici di questi giorni, tanto che alle tre pompe non arrivava più l’acqua attraverso il canale di derivazione che collega in via continuativa il Po all’impianto».

ingegnere

L’ingegner Mauro Sartori del Navarolo

Si è così pensato a come alzare il livello dell’acqua del canale per riuscire a far funzionare le pompe. «Abbiamo deciso di posizionare a margine del fiume sei trattori collegati a pompe idrovore utilizzate in genere per l’irrigazione di scorrimento per pescare l’acqua e buttarla nel canale di derivazione, in modo da alzare il suo livello e consentire all’impianto di sollevare l’acqua per farla confluire nel canale artificiale che finisce a Casalmaggiore. Sabato abbiamo fatto le prove e il sistema funziona, anche se non per tutta la sua capacità potenziale. Si tratta infatti di un impianto da 6-7 mila litri al secondo e attualmente funziona solo una pompa su tre, pari a 2 mila, 2.200 litri al secondo». 

Per poter posizionare i trattori è stato necessario anzitutto creare con l’utilizzo di escavatori un terrapieno tra il fiume e il canale di derivazione

Ma vedere l’acqua che viene immessa nella canalina di cemento ha fatto tirare a molti un sospiro di sollievo.

«Per poter posizionare i trattori - ha precisato Sartori - è stato necessario anzitutto creare con l’utilizzo di escavatori un terrapieno tra il fiume e il canale di derivazione. Le pompe idrovore sono state fornite dalle ditte Veneroni di Formigara, Zucchelli di Gambara e Pennacchio di Calvisano. Quanto ai trattori, alcuni sono del Navarolo e altri sono stati presi a nolo dal Consorzio Agrario di Cremona e da Razzini-Devoti di San Giacomo Lovara. L’impianto da oggi (ieri per chi legge, nda) funziona in modo continuativo, anche di notte».

Proprio per questo motivo sono stati installati fari per illuminare la zona e, per alimentare i trattori di gasolio, è stata portata una cisterna. Il funzionamento di tutto il sistema viene monitorato minuto per minuto.

«Purtroppo - ha commentato Sartori - le previsioni meteo non inducono a sperare che arrivino presto delle piogge». Il dispositivo di emungimento dell’acqua dovrà pertanto probabilmente funzionare a lungo. Tutto il «movimento» che si è creato con il cantiere, i preparativi, il via vai dei tecnici del Navarolo, i trattori - affiancati da una ulteriore pompa - in azione, hanno già attirato la curiosità di moltissime persone. Presente in pianta stabile, oltre all’ingegner Sartori, a supervisionare il funzionamento di tutto il dispositivo, anche Alete Manfredi in rappresentanza della Libera Associazione Agricoltori Cremonesi. Il presidente, Riccardo Crotti, si tiene costantemente informato. Sul posto anche diversi imprenditori agricoli della zona. Tutti ovviamente speranzosi che il livello del Po, che già ieri era aumentato di alcuni centimetri, per effetto dei rilasci disposti dai gestori delle dighe, possa aumentare.

«E speriamo che possa piovere presto», dicevano alcuni giunti ieri da Torricella del Pizzo, visibilmente preoccupati per una situazione che sta mettendo a dura prova il comparto agricolo. Ma si combatte. 

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