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L'AVVENTURA

Da Crema a Roma in bicicletta, la performance di Lauro Zanchi

Lo scrittore e ciclista cremasco, pronipote di don Primo Mazzolari, ha effettuato un viaggio di 800 chilometri in solitaria lungo la via Francigena

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

20 Giugno 2022 - 05:15

Da Crema a Roma in bicicletta, la performance di Lauro Zanchi

Lo scrittore e ciclista Lauro Zanchi immortalato sul passo della Cisa

CREMA - Scrittore e viaggiatore. Rigorosamente su due ruote. Ed è per questo che quella compiuta dal cremasco Lauro Zanchi può essere definita un’impresa. In soli cinque giorni ha percorso in bicicletta quasi 800 chilometri, con 8.000 metri di dislivello, per raggiungere la basilica di San Pietro a Roma, attraverso la via Francigena. Il viaggio in solitaria è partito da Crema, la sua città, e dopo una tappa a Bozzolo sulla tomba del pro zio don Primo Mazzolari, è proseguito attraverso il passo della Cisa e quindi lungo la Toscana, le strade bianche senesi, la Val d’Orcia e poi il Lazio, fino a raggiungere la capitale.

Lauro Zanchi al suo arrivo davanti la basilica di San Pietro a Roma

Zanchi, con un passato da agonista, da sempre coltiva la passione della bicicletta, che ora ritiene essere diventata, oltre che un mezzo di svago e di benessere, anche il vettore che gli consente di attraversare posti che sarebbero inavvicinabili con i mezzi motorizzati. «Il viaggio attraverso la via Francigena è stato prima di tutto un percorso spirituale - afferma lo scrittore - un vero pellegrinaggio, ma anche il modo di contemplare da vicino le bellezze intatte della natura e di avvicinarsi così in prossimità all’arte e alla storia delle città attraversate dall’antico percorso dei pellegrini». La pratica del turismo in bicicletta, ha quindi portato ad un nuovo modo di intendere l’attività sportiva, entrando in perfetta sintonia con la cultura. E il percorso in solitaria ha permesso a Zanchi di trovare ispirazione per nuove fatiche letterarie. «In realtà le emozioni sono state fortissime e per certi versi irripetibili – ha affermato l’autore – però scrivere un libro semplicemente come un diario di bordo, al momento non rientra tra le mie intenzioni. Adesso tutto deve decantare, poi magari fra qualche mese, può essere che tragga lo spunto da qualche frame del viaggio per raccontare qualche storia. Per ora sto lavorando alla revisione del romanzo che uscirà il prossimo ottobre, edito da Brioschi editore».

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