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Caso Pamiro, in campo i periti del gip: verifiche sul frammento di tegola

Udienza il 7 ottobre con i risultati delle perizie. L'avvocato di Debora Stella: "Ben vengano questi accertamenti, non abbiamo nulla da temere"

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

20 Maggio 2022 - 16:43

Caso Pamiro, in campo i periti del gip: verifiche sul frammento di tegola

Franco Pamiro, Luciano Garofano e Marzio Capra, l'avvocato Antonino Andronico

CREMA - Novanta giorni ancora per sciogliere i dubbi, per fare chiarezza sulla morte di Mauro Pamiro, 44 anni, il professore di informatica al Galilei di Crema e musicista, trovato senza vita la mattina del 29 giugno del 2020, lunedì, nel cantiere edile in via don Primo Mazzolari, a 200 metri da casa sua. Un suicidio, per la Procura, secondo cui alle 2 di notte del 27 giugno, dopo essersi incamminato a piedi scalzi verso il cantiere (c’è un video che lo riprende), il professore si arrampicò sull’impalcatura della palazzina in costruzione, raggiunse il tetto, prese la rincorsa e si lanciò nel vuoto. Il corpo nell’erba, in mezzo alla fronte un forellino, accanto alla testa un frammento di tegola. La morte fu causata dalle "lesioni compatibili con la caduta", secondo l’autopsia.

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Il professore Mauro Pamiro

Ma non basta. Non basta a papà Franco, ingegnere, e a mamma Marisa, che alla tesi del suicidio non hanno mai creduto. E non è bastato al gip Giulia Maschi che nel non archiviare il fascicolo aperto nei confronti di Debora Stella, moglie di Pamiro, unica indagata, oggi ha incaricato i periti Pasquale Linarello, genetista e responsabile del laboratorio di genetica forense del laboratorio del genoma di Milano e Oscar Ghizzoni, specializzato in chimica, tossicologia, infiammabili e dattiloscopia, di effettuare nuove verifiche.

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I periti del gip Linarello e Ghizzoni

In particolare, sul frammento di tegola «al fine di accertare ovvero escludere» la presenza di impronte papillari o di Dna appartenenti a terze persone. E di analizzare con il luminol la villetta e l’auto di marito e moglie «previo accertamento della fattibilità scientifica/utilità, dell’operazione in relazione al tempo trascorso dall’evento» e considerato, anche, che villino e auto nel frattempo sono stati restituiti alla moglie.

Un accertamento, quello sul frammento di tegola, su cui avevano insistito gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Antonino Andronico, legali dei genitori di Pamiro. «Il generale Luciano Garofano (oggi in aula, ndr), nostro consulente, aveva evidenziato l’impossibilità che la tegola fosse il punto di contatto con la fronte di Pamiro, trovandosi piatta a terra, a lato del cadavere — ha spiegato l’avvocato Andronico —. Per essere un suicidio, la tegola doveva essere in posizione verticale e ben piantata nel terreno, a mo’ di spuntone. La forma suggerisce che qualcuno l’abbia utilizzata a mo’ di martello per dargli un colpo in fronte. Pamiro avrebbe dovuto cadere frontalmente e non come è stato trovato, posto che i corpi non rimbalzano. Fisicamente, non è possibile che uno cada a testa in giù e poi rimbalzi e poi si corichi a pancia sotto».

Il gip non ha invece accolto la richiesta dei legali di analizzare una serie di reperti rimasti sotto sequestro. Come "una bottiglietta di plastica che si trovava vicino al cadavere di Mauro. Noi avevamo chiesti di prendere le impronte digitali, ma non è stato concesso". O come la maglietta e i bermuda indossati da Pamiro. "Si farà solo la visione e la ricognizione fotografica come attività nostra".

OPERAZIONI PERITALI DAL PRIMO GIUGNO

Le operazioni peritali inizieranno l’1 giugno prossimo nel laboratorio di Linarello, a Milano. Ci saranno Roberto Giuffrida, della Polizia Scientifica di Milano, consulente tecnico del pm Davide Rocco, Luciano Garofano e Marzio Capra, gli esperti messi in campo dai legali Andronico e Tizzoni. E ci sarà Andrea Piccininni, responsabile del laboratorio di generica forense dell’Istituto di medicina legale di Milano, consulente dell’avvocato Mario Palmieri, difensore di Debora Stella.

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L'avvocato Mario Palmieri, legale di Debora Stella

Le operazioni peritali inizieranno l’1 giugno. Gli esperti concorderanno una data per recarsi, poi, a Crema, nell’abitazione di Debora Stella.

Il 7 ottobre prossimo, all’udienza in incidente probatorio, i periti del gip illustreranno il risultato del loro lavoro. "Bisognerà vedere, all’esito, se questa tegola parlerà o no", ha detto l’avvocato Andronico.

"Noi avevamo già dato l’autorizzazione al prelievo del Dna, perché non abbiamo nulla da nascondere, da temere. Credo che questi accertamenti dimostreranno, una volta per tutte, che questa povera ragazza non c’entra nulla", ha sottolineato l’avvocato Palmieri.

NUOVO LABORATORIO AL GALILEI DEDICATO A PAMIRO

In tribunale oggi c’era papà Franco. Alle 11 di ieri, era al Galilei, l’istituto dove ha insegnato suo figlio Mauro e al quale ora hanno dedicato il nuovo laboratorio di informatica.

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Partecipazione commossa al Galilei per l'intestazione dell'aula a Pamiro

"Abbiamo partecipato con commozione alla cerimonia. C’erano ex colleghi, colleghi, ex allievi ed allievi di Mauro – ha raccontato il padre -. Tutti hanno parlato molto bene di Mauro. Tutti hanno un ricordo molto buono. Era molto vicino ai suoi allievi. Uno di loro ha detto di essere sempre stato incerto se chiamarlo professore o Mauro. Partecipava ai suoi concerti. Quando lo vedeva suonare era Mauro, in classe era il professore".

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