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IN PROVINCIA. CONTRIBUTI PER LA SOSTENIBILITA'

Efficientamento energetico: «I Comuni rendano 4,4 milioni di euro»

Nel mirino del Viminale ci sono 39 amministrazioni locali. Ragionieri e sindaci sono sobbalzati sulle sedie. Ma dal Ministero una parziale rassicurazione

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

20 Maggio 2022 - 05:30

Efficientamento energetico: «I Comuni rendano 4,4 milioni di euro»

CREMONA - Sono 4.800, indirizzati a quasi quattromila Comuni italiani, gli avvisi di revoca dei finanziamenti per interventi di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile: secondo il Ministero dell’Interno, un ente locale su due non avrebbe rispettato le scadenze o le procedure burocratiche. Tradotto in soldoni, significa che 498 milioni di euro stanziati fra 2020 e 2021 sarebbero da restituire allo Stato.

A Cremona e nel Cremonese gli enti locali «bacchettati» dal ministero sono 39 e alcuni per più di un progetto: complessivamente dovrebbero rendere ben 4 milioni e 370 mila euro.

QUI I 39 COMUNI

Ad esempio, per Cremona si tratta di 340 mila; per Offanengo e Pandino di 140 mila a testa; Ostiano sarebbe in debito di 150 mila così come Madignano, Genivolta e Gabbioneta. Va da sé che nei giorni scorsi, quando sono arrivate le pec della Direzione centrale della finanza locale, ragionieri e sindaci sono sobbalzati sulle sedie. Verifiche alla mano, però, nella maggior parte dei casi le contestazioni risultano non trovare riscontri nella realtà. Tant’è che lo stesso ministero ha già fatto un parziale dietrofront. Che si tratti di un errore materiale, o di uno scrupolo comunicato in modo tranchant da qualche funzionario eccessivamente zelante, la questione tiene banco da alcuni giorni. E preoccupa le giunte alle prese con i bilanci preventivi.

LE PROTESTE


Le prime prese di posizione sono arrivate dall’Anci e dall’Uncem, che rappresentano i Comuni e le comunità montane. Sono state bersagliate dalle domande degli amministratori, allarmati, e per prima cosa hanno chiarito la situazione: «Con una mail su posta certificata, i Comuni hanno appreso che gli verrà revocato il contributo dello Stato per 4.800 opere pubbliche – ha informato Uncem –. Si tratta di interventi per l’efficientamento energetico, installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, opere per lo sviluppo territoriale sostenibile, messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici, patrimonio comunale, per l’abbattimento delle barriere architettoniche».

Poi le motivazioni del provvedimento: «Finanziamenti revocati perché il Comune avrebbe avviato le opere oltre i termini previsti, o perché non avrebbe provveduto a utilizzare nei termini previsti il finanziamento concesso in quanto non risultano cup associati al citato finanziamento – continua Uncem –. O ancora perché l’ente avrebbe utilizzato parzialmente il finanziamento concesso, o non avrebbe proceduto al corretto inserimento dei dati nel sistema di monitoraggio previsto». Infine, la presa di posizione, dura e decisa: «Non è accettabile revocare mezzo miliardo di euro di opere per queste vicende burocratiche. Sono risorse, assegnate nel 2020, e spostate da legge di bilancio al Pnrr e questo è ancora più preoccupante. Occorre subito un provvedimento del Ministero per consentire ai Comuni di avviare i cantieri nel 2022, oltre i termini inizialmente previsti. I Comuni sono intasati di questioni e di bandi, gli uffici senza personale non riescono a star dietro a tutto. Se ancora vengono penalizzati in questo modo, non si dà seguito alla sussidiarietà sancita dalla nostra Costituzione, così necessaria e decisiva oggi».

LE PRECISAZIONI MINISTERIALI


Dopo la bufera, è arrivata la parziale rassicurazione del ministero stesso. Che ha corretto il tiro: «La Direzione centrale per la finanza locale del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero dell’Interno precisa – si legge su una nota stampa – che ha inviato ai Comuni assegnatari di risorse per l’efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale sostenibile note di preavviso, nelle quali si chiedono alcune integrazioni della documentazione presentata. Si tratta di un atto necessario che non pregiudica il successivo finanziamento delle opere ma è soltanto diretto a consentire agli enti interessati di regolarizzare le procedure di monitoraggio e di rendicontazione, essenziale per la successiva erogazione delle risorse riferite agli anni 2020 e 2021, confluite nel Pnrr. I Comuni interessati sono stati invitati a fornire agli uffici ministeriali utili contatti per una rapida e tempestiva soluzione delle questioni riscontrate».

Discorso un po’ diverso rispetto alla perentoria pec iniziale.

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