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PIADENA DRIZZONA. L'ALLARME

Caro utenze in Comune: «A luglio soldi già finiti»

Il sindaco Priori: il Governo deve intervenire stanziando fondi

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

13 Maggio 2022 - 05:00

Bollette

PIADENA DRIZZONA - «Il Comune ha 250 mila euro in più da pagare per luce, acqua e gas a causa degli aumenti dell’ultimo periodo». Il sindaco Matteo Priori manifesta una forte preoccupazione per una situazione che sta appesantendo le tasse di tutti gli enti pubblici.

«Con le utenze — aggiunge il sindaco — siamo coperti sino al 31 luglio, dal primo agosto in poi manca la copertura, al momento. C’è davvero da sperare che il Governo intervenga a dare una mano». Priori aggiunge: «Se non arrivano aiuti per le bollette energetiche temo che certi servizi per il futuro siano a rischio. Per questo credo sia indispensabile mettersi tutti attorno ad un tavolo per affrontare questa situazione insieme e io auspico che anche la minoranza dia la propria disponibilità in tal senso, perché in un quadro difficile ognuno è chiamato, dal proprio punto di vista, a dare il proprio contributo, anche di idee e di proposte. Adesso stiamo attendendo la relazione del revisore dei conti e vedremo che cosa ci dirà, ma il quadro, con quegli aumenti, non è roseo. Siamo tutti chiamati, come amministratori, a trovare le migliori soluzioni per la cittadinanza».

Il sindaco aggiunge che «per fronteggiare queste bollette così pesanti stiamo puntando all’efficientamento energetico in biblioteca, al centro civico e nella caserma dei carabinieri. Speriamo di poter ottenere un contributo per la sostituzione delle caldaie. In effetti dovremmo farlo anche nella palestra di via XX Settembre ma per cambiare quell’impianto servono 70 mila euro e non so se sarà possibile, in questo caso, trovare la copertura finanziaria in tempi rapidi».

Priori allarga un po’ il tiro facendo una riflessione generale sul paese: «Penso che il Comune di Piadena Drizzona risenta anche di un atteggiamento che l’ha portato nel corso degli ultimi decenni a temporeggiare troppo e a rinviare delle decisioni che a suo tempo sarebbero tornate molto utili per il progresso del paese. Parlo, ad esempio, di organizzazione interna del Comune. L’ufficio tecnico, per dirne una, avrebbe avuto bisogno di tre addetti, non di uno o di due, per garantire una prospettiva diversa».

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