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SANITA' DEL TERRITORIO

«Mancano gli psichiatri»: scatta l'allarme nell'area Oglio Po

Pensionamenti e libera professione hanno ridotto il personale. Pubblicato il bando per nuove assunzioni

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

11 Maggio 2022 - 17:07

«Mancano gli psichiatri»:  scatta l'allarme nell'area Oglio Po

L'Ospedale Oglio Po di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE - Allarme psichiatri nella sanità casalasca. Come conseguenza del continuo esodo dei medici specialisti dal settore pubblico verso le strutture private, la libera professione e i pensionamenti con mancati subentri, l’Asst di Cremona si trova a fronteggiare anche la carenza di psichiatri. Ne è prova il fatto che il direttore generale Giuseppe Rossi si è attivato con la pubblicazione di un bando, richiesto dal direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze, per la costituzione di incarichi libero professionali «per le necessità delle strutture psichiatriche dell’area casalasca, che con l’attuale organico non è possibile soddisfare». Rossi spiega che «l’esito delle procedure di reclutamento espletate dall’azienda negli ultimi anni ha consentito di soddisfare solo in parte il fabbisogno aziendale di medici psichiatri, il cui organico ad oggi resta molto carente».

La carenza di psichiatri riguarda in particolare l’area casalasca, che anche a causa di assenze di personale e degli imminenti pensionamenti di due dirigenti medici di psichiatria (tra cui la responsabile Daniela Borella) si trova ad operare su più strutture (Spdc, Cra, Cd e Cps).

Dal Dipartimento di salute mentale si fa presente che «la tariffa oraria di 40 euro nei contesti di lavoro citati non è attrattiva in considerazione della grave carenza di psichiatri generalizzata anche nel settore privato e con offerte per prestazioni libero professionali ben superiori».

«LA TARIFFA ORARIA DI 40 EURO NO E' ATTRATIVA»

 

Il precedente bando per prestazioni in regime libero professionale, indetto nel febbraio scorso alla medesima tariffa di 40 euro, ha visto la partecipazione di un solo psichiatra che ha poi rifiutato la proroga dell’incarico alla scadenza semestrale. È pertanto necessario, per le motivazioni esposte, che il bando per le prestazioni libero professionali contempli la stessa tariffa prevista per le altre aree mediche più carenti. Rossi sottolinea che la situazione di carenza strutturale di personale medico specialista «ormai interessa tutte le regioni, tant’è che la Regione Veneto, seguendo una strada già intrapresa da altre regioni, ha autorizzato le Ulss a conferire incarichi di libero professionista al personale medico in quiescenza qualora risulti oggettivamente impossibile disporre assunzioni di personale medico dipendente».

All’Oglio Po succede ormai da anni ad esempio per il settore dell’Anestesia, dove l’ex primario Luigi Borghesi, già in pensione, è ancora in servizio. Da lunedì scorso, inoltre, un libero professionista è entrato in servizio in Cardiologia, sempre all’Oglio Po.

In attesa di coprire il fabbisogno di psichiatri con la costituzione di rapporti di dipendenza, l’Asst ha emesso un bando per incarichi di sei mesi, con possibilità di proroga. Venticinque ore settimanali la richiesta per un compenso lordo orario di 60 euro. Non saranno ammessi i candidati che, pur in possesso dei requisiti richiesti siano stati dipendenti dell’Asst di Cremona nei cinque anni precedenti l’emissione del bando e siano cessati dal servizio col requisito della pensione anticipata di anzianità o che siano stati dipendenti di altre amministrazioni o di datori di lavoro privati e siano cessati dal servizio col requisito della pensione anticipata di anzianità.

Ma perché tanti medici si dimettono da dipendenti, in servizio negli ospedali, per mettersi in proprio?

Perché guadagnano di più e vivono meglio. Si tratta di specialisti di qualsiasi età e di qualsiasi branca. Qualcuno che ne ha i requisiti preferisce andare a fare il medico di base e questo è successo di recente anche al Pronto soccorso dell’Oglio Po. Chi resta a lavorare nel pubblico sta sempre peggio, con ferie arretrate che si accumulano e carichi di lavoro in aumento, turni notturni e altro. E chi può se ne va. Così la coperta degli organici, determinata da errori nella programmazione statale che si trascinano da anni, è sempre più corta.

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