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CREMO IN SERIE A

Cremonese, Carlo Cottarelli: «Una passione bella, trascinante»

L'economista cremonese per le strade della città natale a festeggiare il trionfo della squadra del cuore, un cuore grigiorosso che non ha mai smesso di battere

Fabrizio Barbieri

Email:

fbarbieri@laprovinciacr.it

09 Maggio 2022 - 08:08

Carlo Cottarelli

CREMONA - «‘La Cremonese è andata in serie A, sei contento?’. Appena sono sceso dal palco di un incontro a Quinzano mi hanno detto queste parole. Non ci credevo. Ho controllato il cellulare e ho capito che era tutto vero. Sono volato in città per festeggiare. È stata una sorpresa meravigliosa». Carlo Cottarelli è ancora emozionato quando parla del ritorno della squadra nella massima categoria. Lui i colori grigiorossi li ha nel sangue, tramandati dal padre. «Quando Domenico Luzzara ha rilevato la Cremonese, mio padre Celo è diventato vicepresidente. In casa mia si parlava tanto delle partite, io ho iniziato a frequentare lo Zini quando avevo cinque o sei anni. Andavo ai Distinti, era tutto diverso negli anni Sessanta. Lo stadio era molto diverso, per me che ero un bimbo era sempre una festa, soprattutto per quei ceci bolliti che vendevano. Associavo la domenica allo stadio a quel profumo e quel sapore così particolare. È passata una vita...».


Si può essere grandi economisti, membri del consiglio esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, direttori dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, candidati al ruolo di presidente del Consiglio, ma alla fine l’amore per la squadra di calcio resta un legame indissolubile.

«L’ultima serie A è arrivata 26 anni fa. Ai tempi vivevo negli Stati Uniti. Questa volta ho sfruttato l’occasione per fare festa per le vie della città. Non sapevo esattamente dove mettermi, sono arrivato il piazza del Comune e poi sono stato trascinato dal serpentone umano fino a Porto Po dove c’era il cuore della festa. È stato bellissimo vedere tanti giovani, tanto entusiasmo. Sono momenti che restano per sempre. In questa stagione sono riuscito a vedere poche partite, ma l’ultima è stata quella in casa contro il Brescia. Quella vittoria a 4’ dalla fine grazie al gol di Di Carmine credo sia stata la svolta della stagione, quel momento in cui si è capito che si poteva puntare in alto dopo tanti anni. Negli anni passati ho visto lo Zini spesso quasi vuoto, solamente la curva Sud è sempre stata affollata. Una passione bella, trascinante».


Ora ci sarà da fare i conti anche con l’altra passione, quella per l’Inter...

«Io sono nato tifoso della Cremonese, solamente verso i 9-10 anni mi sono avvicinato ai colori nerazzurri. Diciamo che sono un po’ come quei giocatori che decidono di non esultare dopo il gol alla loro ex squadra. Il prossimo anno cercherò di capire a chi serviranno più i punti nel momento dello ‘scontro diretto’... Il sogno è di vedere la Cremonese restare in serie A e contemporaneamente l’Inter vincere lo scudetto».


Da economista una valutazione del costo della serie A.

«Di certo è molto importante. Servirà fare attenzione. Nella massima categoria l’impatto economico è forte, ma per la città ci sarà un bel ritorno».


Cottarelli ha ricevuto anche tanti complimenti dalla politica e ci svela un aneddoto:

«Il più caloroso è stato Enrico Letta, lui da pisano ha cullato per qualche tempo il sogno di salire in serie A direttamente. Ma essendo milanista non vorrei lo abbia fatto con l’intento che sia io a restituirgli i complimenti in caso di vittoria dello scudetto dei rossoneri...».

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