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La riscoperta del Grande Fiume

Po, spunta l'isola che non c'è più

Santa Maria o «Moreni Grande» era di fronte a Vicobellignano e Martignana, poi si è «saldata» alla sponda. Riportata alla luce dall’AIPo

Andrea Setti

Email:

asetti@laprovinciacr.it

05 Maggio 2022 - 05:15

Spunta l'isola che non c'è più

La mappa

CASALMAGGIORE - Contesa tra il Ducato di Parma e il Regno Lombardo-Veneto, dai carteggi, da relazioni tecniche, carte geografiche, leggi e opere stampate riemerge la storia dell’isola di Santa Maria o «Moreni», ovvero «l’isola che non c’è più». Una sorta di «battaglia» fra le due sponde del fiume portata avanti attraverso numerose opere idrauliche al fine di difendere i territori lungo il Po dalle alluvioni. E con il risultato che quell’area un tempo circondata dalle acque oggi forma una parte della golena fra Vicobellignano e Martignana.

LA SCOPERTA DAI CARTEGGI

La vicenda è stata riportata alla luce dall’AIPo che venerdì 6 maggio nella sede di Parma inaugurerà una mostra dedicata a quanto accadde fra il 5 e l’8 settembre 1804 quando l’ingegnere Antonio Tadini, idraulico nazionale, partì da Milano inviato dal ministero dell’Interno della napoleonica Repubblica Italiana per ispezionare il Po tra Martignana e Casalmaggiore. Un tratto che da allora è molto cambiato, compresa l’isola che non c’è più, o per meglio dire di un territorio che non è più un’isola. Si chiamava Isola Moreni o Moreni grande che faceva parte del Ducato di Parma ma che nel 1834 divenne parte del Regno Lombardo-Veneto, in cambio di un’altra isola vicino a Coltaro.

LE OPERE IDRAULICHE

A prima vista potrebbe sembrare un accordo tra Stati per il controllo di territori, ma la storia è ben più complessa. Infatti, non è tutta responsabilità dei regnanti dell’epoca se un pezzo del territorio parmense divenne lombardo e un pezzo lombardo divenne parmense. Le ragioni vanno soprattutto ricercate in un traversante, in alcuni pennelli e in particolare in una nutrita schiera di ingegneri idraulici, tra i quali appunto Tadini, e di molti uomini che, giorno dopo giorno, nel 1804 realizzarono almeno 18 mila «buzzoni» per difendere le sponde del Po dalle alluvioni.

UNA STORIA ATTUALE

Come detto, è la storia di una «battaglia» combattuta con opere idrauliche costruite sulle opposte sponde del Po, all’epoca «rivali» sia in senso proprio che figurato. Ma è anche la storia di come lettere, relazioni tecniche, leggi, opere a stampa, gazzette, carte geografiche — documenti conservati negli archivi di AIPo e in quelli di altri enti e istituzioni culturali — sono stati messi in relazione fra di loro duecento anni dopo per raccontare una vicenda ancora molto attuale.

LA MOSTRA

La mostra «Il Po e l’isola che non c’è più: ingegneri idraulici, traversanti e pennelli tra Sacca di Colorno e Casalmaggiore» sarà inaugurata venerdì 6 maggio 2022 alle 17 all’interno della sede principale dell’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), lo storico «Palazzo delle Acque» di strada Garibaldi 75, a Parma. La mostra sarà aperta al pubblico a partire da martedì 10 maggio 2022 fino al primo giugno 2022 su prenotazione (alberto.borghi@agenziapo.it, tel. 0521/797327 – 348/7336062; sandro.campanini@agenziapo.it – 0521/797280 – 347/1707496). Seppure utilizzando un unico ambiente — la «Sala ottagonale» al terzo piano — saranno visibili fedeli e preziose riproduzioni di documenti e mappe conservati negli archivi storici e nel patrimonio cartografico di AIPo, che narrano la trasformazione fisica ma anche politica dei territori del Po; si potrà «camminare» su una mappa di un tratto del Po allestita sul pavimento.

Un video in continuo contribuisce a un’ulteriore comprensione della vicenda. La storia di Isola Moreni, detta anche «Moreni grande», è un intreccio di vicissitudini politiche ed economiche ma anche idrauliche. Grazie alle testimonianze dell’ingegnere Giovanni Antonio Tadini è stato possibile ricostruire le vicende intorno all’isola, nonché le storie di personaggi dalla fine del ‘700 a inizio ‘800. La visita alla mostra può inoltre rappresentare un’occasione per entrare all’interno l’ormai storico palazzo di barriera Garibaldi che in tantissimi conoscono solo dall’esterno e che conserva ancora molte caratteristiche tipiche di un edificio pubblico degli anni ’50, oltre a prestigiose carte fluviali ottocentesche appese lungo i corridoi. Aperture: martedì, giovedì e venerdì (14-17.30), mercoledì (10-12.30 e 14-17.30). È possibile richiedere visite guidate per singoli o gruppi nei seguenti turni: mercoledì alle 10, 11.15, 14, 15.15, 16.30. Le scuole possono invece concordare le visite con guida anche nelle mattine di martedì, giovedì e venerdì.

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