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«OSSESSIONE SESSUALE»

Stalker recidivo, condanna anche in Appello

Confermato 1 anno e 4 mesi al 52enne che ha perso la testa per la massaggiatrice cinese

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

04 Maggio 2022 - 10:14

Stalker recidivo, condanna anche in Appello

CREMONA - La Corte d’Appello di Brescia ieri ha confermato la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione per Marco, 52 anni, l’ossessione di una massaggiatrice cinese. Marco, lo stalker che più veniva respinto dalla donna di cui si è invaghito, più si è cacciato nei guai. Ha collezionato arresti per non essere stato alla larga da lei (ripetute violazioni del divieto di avvicinarsi alla vittima) e per essere uscito di casa mentre era agli arresti domiciliari. Destinazione, il centro massaggi. Lo ha fatto cinque volte, beccandosi la condanna a 1 anno e 2 mesi di reclusione.

La notizia della sentenza di Cremona confermata ieri in Appello a Brescia, gli è arrivata in carcere. Marco è finito dentro la settimana scorsa, quando si è presentato, ancora, dalla massaggiatrice e lei ha chiamato la polizia. Lo aveva fatto anche tre giorni prima, il 25 aprile. La donna ha afferrato lo spray urticante al peperoncino e chiamato i carabinieri.

DUE DIRETTISSIME IN POCHI GIORNI.

Due direttissime in pochi giorni. Prima direttissima: l’arresto è stato convalidato, Marco è tornato ai domiciliari in attesa di essere processato l’1 luglio prossimo. Ma a casa lui non c’è stato. Seconda direttissima: arresto convalidato e, stavolta, è finito dentro in attesa del processo, il 5 luglio prossimo.

Che lo stalker abbia problemi psicologici lo ha già rilevato uno psichiatra nominato dal gup nel processo per atti persecutori. Come ha spiegato l’avvocato Michele Barrilà, Marco ha una «ossessione sessuale». Già in cura al Centro psico sociale, lui stesso aveva chiesto aiuto. Da qui il sospetto che potesse essere affetto da un disturbo nella sfera sessuale.

«Il mio cliente — ha spiegato l’avvocato Barrilà — è menomato da un deficit di disturbo della personalità ed ha una ridotta capacità di porre un freno ai propri impulsi».

Il perito del giudice aveva parlato di «menomazione del deficit di disturbo della personalità» e di «ridotta capacità a porre un freno ai propri impulsi».

Nel condannarlo a 1 anno e 4 mesi per atti persecutori, il gup aveva concesso a Marco le attenuanti generiche «e su mia richiesta — ha precisato il legale — non gli aveva riconosciuto la recidiva, in quanto la condotta non è risultata sintomo di aumentata pericolosità sociale». 

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