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IL GRANDE FIUME

Po: la secca allenta la presa

L’effetto pioggia ora inizia a farsi sentire: in una settimana ha guadagnato un metro e 46 centimetri e oltre un metro solo nelle ultime 48 ore. L’emergenza sta rientrando, restano criticità in prospettiva

La Provincia Redazione

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27 Aprile 2022 - 05:10

Po: la secca allenta la presa

CREMONA - Dagli otto metri e 11 centimetri sotto lo zero idrometrico dello scorso martedì ai sei metri e 65 di ieri: in una settimana esatta, passando attraverso la consueta altalena che si verifica in casi simili, il Po, da ormai due mesi in secca, ha guadagnato un metro e 46 centimetri, oltre un metro solo nelle ultime 48 ore.

Con il fondale in entrata del Mandracchio che ha raggiunto i 300 centimetri e quello interno tornato ad avvicinarsi ai 200.

L'EFFETTO PIOGGIA.

Effetto pioggia: scarsa in Pianura Padana ma sufficiente a monte per alzare il livello. Tanto che al Ponte della Becca, tradizionale punto di riferimento per l’andamento, la salita è stata superiore ai due metri. E per effetto delle precipitazioni, sta aumentando anche il livello dei grandi laghi, ora contraddistinti da percentuali di riempimento che vanno dal 13% di quello di Como al 32% del Maggiore.

EMERGENZA FINITA?

Emergenza finita? Dal punto di vista della secca, forse. Sul fronte delle conseguenze, invece, decisamente meno. Nel senso che la situazione resta ancora preoccupante, frutto di un 2022 generalmente segnato da precipitazioni praticamente dimezzate.

Intanto, torna a salire in modo sensibile anche il livello dei laghi, con il Maggiore che, nelle scorse ore, ha raggiunto una percentuale di riempimento del 34%. Per effetto delle precipitazioni è salito anche il livello del lago di Como, che, una volta sceso sotto i limiti, ha recuperato una quota di riempimento del 14,5%. Detto questo — spiegano gli esperti — la situazione resta ancora preoccupante. Questo scenario spinge ad elaborare piani per aumentare la capacità di irrigazione. Nelle scorse ore Confagricoltura Piemonte, dando voce al settore, ha fatto presente come la carenza idrica stia causando difficoltà nelle scelte di semina da parte degli agricoltori e come più in generale quelle scelte potrebbero determinare ripercussioni sul rispetto degli impegni assunti per le rotazioni colturali e per l’obbligo di adesione previsto da alcune operazioni che impongono determinate coltivazioni piuttosto che altre.

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