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Caso Cauzzi: dal «licenziamento» al premio? Il Pd dice sì

I Dem voteranno l’odg dell’opposizione per una benemerenza all’ex Soprintendente. Via libera anche dal primo cittadino. Poli: «Nessuna presa di distanza da Galimberti»

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

14 Aprile 2022 - 10:20

Caso Cauzzi: dal «licenziamento»  al premio? Il Pd dice sì

L'ex Soprintendente Angela Cauzzi

CREMONA - Anche il Pd voterà l’ordine del giorno depositato da 11 consiglieri di tutta l’opposizione che impegna sindaco e giunta ad attribuire ad Angela Cauzzi un riconoscimento pubblico, un’onorificenza-benemerenza da consegnarle in una cerimonia pubblica -evento «al fine di dimostrarle la gratitudine dell’amministrazione comunale e di tutta la cittadinanza per il servizio reso come Sovrintendente».

Dunque riceverà effettivamente una benemerenza cittadina con il via libera unanime del Consiglio comunale, l’ex Soprintendente del teatro Ponchielli sostituita dal Cda guidato dal sindaco Gianluca Galimberti con Andrea Cigni. Un benservito ‘condito’ con un esposto in Procura di Andrea Rurale, che ipotizzava l’abuso d’ufficio. Un’accusa per la quale il gup, Elisa Mombelli, ha dichiarato a gennaio il «non luogo a procedere perché il fatto non sussiste».

E a votare a favore del riconoscimento dovrebbe essere, secondo quanto si apprende, anche lo stesso sindaco. Adesione convinta o a denti stretti per fare buon viso a cattivo gioco? Galimberti preferisce non commentare un atto che potrebbe essere interpretato politicamente come un altro passo verso la ‘degalimbertizzazione’ del Pd, iniziata già al momento della distribuzione delle deleghe nel 2019 quando gli assessori in quota alle liste civiche del sindaco nella giunta bis erano passati da quattro su sette a quattro su nove, a beneficio dei Dem.


L’opposizione dal canto suo opta per non affondare il colpo e non spargere sale sulle ferite della maggioranza, con l’obiettivo di portare a casa il risultato. L’ordine del giorno, infatti, non fa alcun riferimento alla vicenda e alle polemiche, ma solo alla carriera di Angela Cauzzi e al suo «lungo e appassionato percorso al Teatro Ponchielli, un legame durato quarant’anni».

Spiega il capogruppo di Forza Italia, Carlo Malvezzi: «Abbiamo presentato questo ordine del giorno perché riteniamo che il percorso professionale di Angela Cauzzi meriti un riconoscimento. Sono sicuro che questa proposta, accolta con grande disponibilità da tutti i colleghi della minoranza, interpreti il pensiero di tanti cremonesi».

E stop. E il capogruppo del Pd, Roberto Poli, spiega così la scelta: «Il testo dell’ordine del giorno riconosce la storia e il ruolo di Angela Cauzzi e quindi l’idea che si possa individuare un riconoscimento alla sua carriera è da noi condivisa. Nessuno sgarbo al sindaco e nessuna presa di distanza. La necessità di un ricambio al vertice del Ponchielli era fisiologica, separiamo nettamente il riconoscimento all’importante ruolo svolto da Angela Cauzzi dalla scelta che ha portato all’individuazione di un nuovo Soprintendente. Del resto lo stesso sindaco non ha mai pronunciato una parola di critica su lavoro e sulla competenza della Cauzzi».

Anche l’assessore alla Cultura e segretario cittadino del Pd, Luca Burgazzi, nega qualsiasi distanziamento in corso dal sindaco: «Lo stesso Galimberti aveva spiegato in passato che, una volta arrivata alla fine la vicenda, si sarebbe trovato il modo di riconoscere pubblicamente il lavoro della Cauzzi. Non abbiamo nulla da nascondere e nulla da temere da questo ordine del giorno che voteremo con molta tranquillità».

Stessa trincea per Enrico Manfredini, capogruppo di Fare Nuova la Città-Cremona Attiva, le liste civiche del sindaco: «L’ordine del giorno è centrato sulla figura della Cauzzi e su quel che ha fatto per portare il Ponchielli al livello dei migliori teatri di tradizione italiani. Se ci si attiene al testo del documento, siamo d’accordo anche noi. Se, invece, altri hanno intenzione di rivangare la faccenda, allora la prospettiva cambia e rivaluteremo la nostra posizione. Nessuna presa di distanza dal sindaco, noi non interpretiamo così questa richiesta».

Dunque sembra finire a tarallucci e vino la polemica divampata intorno al percorso politico intrapreso dal Cda del Ponchielli guidato da Galimberti, che aveva provocato mal di pancia e critiche nella stessa maggioranza.

Oltre alle critiche dei due consiglieri di Articolo Uno, Francesco Ghelfi e Paola Ruggeri, la modalità con cui Cigni era stato scelto in sostituzione di Cauzzi avevano causato anche l’addio al gruppo Pd della consigliera comunale Livia Bencivenga, che aveva parlato di «un sistema che non esito a definire verticistico, autoritario, di parte e non partecipato e condiviso con chi rappresenta i cittadini».

Cauzzi, la protagonista della vicenda, sceglie il silenzio: «Non esprimo commenti dall’inizio di questa vicenda e preferisco continuare così».

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