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IL RESTAURO

La lapide della Torre del Capitano torna leggibile

La Società Storica Cremonese si è fatta carico del restyling della lastra che testimonia la presenza delle case di Buoso da Dovara e la prima sede dell'Università dei mercanti

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

11 Aprile 2022 - 14:57

La lapide della Torre del Capitano torna leggibile

CREMONA - È un piccolo ma prezioso gesto che dà conto di come l’attenzione alla storia e alla memoria di una città si compia non solo nello studio e nella ricerca documentaria, ma anche nell’attenzione che le tracce memoriali di luoghi e personaggi non vengano meno. «Sollecitati dal 700 anniversario della morte di Dante e dalle segnalazioni arrivate da più parti, nonché dalla generosità di un cremonese che vuole rimanere anonimo come Società Storica ci siamo mossi per far tornare leggibile la lapide posta sulla Torre del Capitano – racconta Angela Bellardi, presidente della Società Storica Cremonese - La lapide ricorda che lì esistevano le case di Buoso da Dovara e poi la prima sede dell'Università dei mercanti».

L’iscrizione era quasi illeggibile e così la Società Storica Cremonese ha deciso di farsi carico del restyling della lapide che testimonia la trasformazione di uno spazio urbano, trasformazione ampiamente illustrata da Elisa Chittò nella conferenza dedicata a Buoso da Dovara e inserita nel ciclo di incontro che immaginavano la presenza di Dante Alighieri in visita a Cremona. Da qui l’idea di farlo incontrare con Buoso da Dovara, la cui spregiudicatezza politica gli ha procurato, forse ingiustamente, l’infamante accusa di tradimento, riportata da Dante nel XXXII canto dell’Inferno, per essersi fatto corrompere dagli Angioini senza prestare aiuto a re Manfredi: «El piange qui l’argento de’ Franceschi ».

Ed in merito Elisa Chittò nell’incontro dedicato a Buoso da Dovara ha avuto modo di osservare come fu «non un traditore, ma certo un uomo d’armi capace e un politico avveduto, di parte ghibellina, mosso da una sfrenata sete di potere e di espansione, Buoso da Dovara ha dominato la scena nella Cremona della metà del secolo XIII. Il suo pragmatismo politico lo ha tuttavia portato a naufragare nel mutevole gioco delle alleanze dell’Italia settentrionale, perdendo così la signoria di Cremona e trascorrendo gli ultimi decenni di vita in esilio, dopo l’eroica resistenza all’ assedio della sua fortificazione di Villarocca». Ed in merito all’azione di pulitura della targa osserva Angela Bellardi: «Il progetto di pulitura e sistemazione della lapide era nato all'interno del progetto dello scorso anno Dante a Cremona e in particolare su sollecitazione di un socio che anonimamente si offriva di sostenere le spese – racconta -. Dopo un tortuoso percorso burocratico presso la Soprintendenza di Mantova abbiamo raggiunto l'obiettivo grazie all'aiuto del nostro socio che con il suo contributo ci ha permesso di sostenere le spese vive. Il laboratorio di restauro Carena & Ragazzoni ha deciso di offrirci il lavoro materiale di sistemazione riportando alla leggibilità il testo della lapide». L’intervento della lapide sarà illustrato mercoledì 13 aprile alle 16 in una breve cerimonia.

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