Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

SANITÀ PUBBLICA: I NODI

La grande fuga dei medici, ecco perché abbandonano

Studio di Anaao Assomed Lombardia: la situazione regionale e i numeri delle Asst di Cremona e Crema. I tagli al personale e la carenza di specialisti rendono gli organici sempre più sofferenti: risposta cercasi

La Provincia Redazione

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

09 Aprile 2022 - 05:25

La grande fuga dei medici, ecco perché abbandonano

CREMONA - Uno studio di Anaao-Assomed Lombardia ha monitorato i numeri dell’abbandono del Servizio Sanitario Regionale lombardo da parte dei medici pubblici. I dati di partenza dello studio si basano sul Conto Annuale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono aggiornati al 2020 e non prendono in considerazione i professionisti in pensionamento: non è quindi contemplato l’effetto della pandemia su questo tema anche se le previsioni del sindacato optano per uno spiacevole incremento di questo fenomeno.


I NUMERI CREMONESI


Di sicuro, i numeri cremonesi confermano l’allarme già più volte lanciato anche dall’Ordine: il territorio negli ultimi cinque anni ha perso 91 medici, con 55 cessazioni all’Asst di Cremona e 36 all’Asst di Crema. «I dati riguardano la sola causale relativa al licenziamento su base volontaria, escludendo tutte le altre causali relative ai vari tipi di pensionamento o di mobilità verso altre strutture pubbliche — spiegano gli autori dell’analisi, iniziata nel 2016 —. In questo modo si rendono evidenti solo i medici che scelgono di cambiare lavoro e non di interromperlo o smettere del tutto. La mobilità non viene considerata perché ormai le aziende non concedono più il nulla osta, motivo per cui i medici scelgono solitamente di dimettersi. Le scelte più note sono quelle verso la medicina generale, il privato oppure la libera professione. In ogni caso sono scelte dettate secondo quanto emerso dal malessere nel proseguire il rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione».

Stefano Magnone, segretario di Anaao Assomed Lombardia

LE CAUSE PRINCIPALI

Sono identificabili nei tagli al personale e nella carenza di specialisti, che rendono gli organici sempre più sofferenti per il carico di lavoro; nell’aumento della presenza femminile tra il personale, la quale si trova a dover affrontare un sistema a turni e orari disagevole soprattutto per coloro che hanno una famiglia a carico. Ancora: sotto la lente del sindacato ci sono una burocrazia sempre più pesante; un’assente autonomia decisionale e una soffocata premiazione della professionalità – totalmente disincentivata; un pericoloso incremento del rischio di denunce legali e aggressioni verbali e fisiche oltre che uno spegnimento progressivo delle ambizioni di carriera.
In Lombardia, nel 2009, i direttori di Struttura Complessa erano 1234 mentre nel 2019 solo 967 (il 21% in meno). Calo drastico anche per i responsabili di struttura semplice, che nel 2009 erano 2280 e nel 2019 il 23,3% in meno, nello specifico 1751.


IL COMMENTO


«Ci sono aziende in cui le uscite possono essere giustificate a causa della loro natura di aziende periferiche, per cui la loro attrattività è minore, in un momento come questo dove la carenza di medici specialisti apre il mercato del lavoro, spingendo i medici a scegliere posti più graditi o prestigiosi – puntualizza Stefano Magnone, segretario di Anaao-Assomed Lombardia —. La situazione è critica: i medici lasciano gli ospedali pubblici verso altre soluzioni, che meglio soddisfino le loro aspettative. Alla politica le soluzioni: valorizzazione delle carriere, benessere organizzativo, leadership e management attenti al capitale umano, la risorsa più preziosa. Per il momento la risposta è sostanzialmente il silenzio».

 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400