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Distretto OglioPo, Azzi: «Operazione difficile ma datemi tempo e fiducia»

Il direttore dell’Asst di Mantova a Bozzolo sul futuro della sanità. Case di Comunità: al via entro l’anno

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

02 Aprile 2022 - 05:15

Distretto OglioPo, Azzi: «Operazione difficile ma datemi tempo  e fiducia»

Al tavolo Mara Azzi, Stefano Alquati e Rino Frizzelli

BOZZOLO - La medicina territoriale inizia a definirsi meglio con i servizi erogati dalle Case di Comunità, illustrati giovedì sera da Mara Azzi, direttore generale dell’Asst di Mantova, protagonista, in una sala civica gremita di addetti ai lavori, sindaci e cittadini, dell’incontro organizzato dagli Amici del Dialogo sul tema «Sanità e riforma: quali ricadute sul territorio Oglio Po?». «È evidente che attuare il nuovo Distretto Oglio Po è complicato – ha detto la Azzi —, perché vengono coinvolte due direzioni generali, ma questo è il mio territorio, il mio ospedale è l’Oglio Po e per me non ci può essere conflittualità con il mio collega di Cremona. Da parte mia c’è la volontà assoluta di far funzionare il tutto». Ad introdurre l’ospite è stato il presidente dell’associazione di cultura e politica Stefano Alquati, che ha tracciato anzitutto il curriculum della Azzi.

Viadanese, ricopre il ruolo attuale da settembre dopo una lunga carriera maturata ai massimi livelli nelle strutture sanitarie lombarde. Alquati ha sottolineato l’importanza di capire la direzione in cui va la sanità territoriale, «come di preservare gli ospedali di Casalmaggiore e Bozzolo, ridurre i tempi di attesa per gli esami, le visite e la burocrazia, affrontare la crisi numerica dei medici di base». Il sindaco di Rivarolo del Re Luca Zanichelli ha riassunto i passaggi fatti dai 27 sindaci dell’Oglio Po — 17 casalaschi e 10 viadanesi — per arrivare alla decisione unanime di costituire il Distretto Oglio Po: «Ci crediamo molto ma abbiamo bisogno di risposte e di servizi in un territorio che ha bisogno di essere fortemente rilanciato». La Azzi si è detta convinta che la legge regionale 22 sia «una opportunità perché pone particolare attenzione al territorio. Su Viadana e Bozzolo stiamo investendo tantissimo, grazie alle risorse del Pnrr per la ristrutturazione degli immobili. Le nostre sedi sulla carta hanno tanti servizi accreditati, che bisogna far funzionare. Io sono tenace e voglio fare in modo che ciò accada».

Per quanto attiene alle Case di Comunità, quella che potrebbe essere avviata per ultima, nel 2023, dovrebbe essere quella di Casalmaggiore, nella sede di piazza Garibaldi, «ma speriamo di riuscire a farlo entro il 2022». L’intenzione è di inserirvi ulteriori servizi rispetto a quelli ora indicati. Per Bozzolo e Viadana il 2022 è l’anno dell’operatività. «Quanto al direttore del Distretto Oglio Po, dovremo nominarlo in sintonia con Cremona. Per l’ospedale Oglio Po, ci vorrà attenzione». Il sindaco di Bozzolo Giuseppe Torchio si è detto «convinto che la Regione abbia fatto un passo positivo verso di noi, perché iniziano ad arrivare delle risposte e penso che sia iniziato un cammino diverso rispetto al passato. L’essenziale è che all’interno del Distretto vi sia una vera osmosi e non ci siano più difficoltà ad esempio quando un paziente viene dimesso da Oglio Po e dovrebbe essere ricoverato a Bozzolo». In disaccordo Mario Daina, segretario del Pd di Casalmaggiore: «Non vedo in questo Distretto, che dipende da più teste e non da una sola, con due Poas, due piani di zona, la possibilità di rafforzare l’ospedale Oglio Po, sempre più ridimensionato».

Di diversa opinione rispetto a Daina la Azzi: «Vorrei che ci fosse un po’ di fiducia, se iniziamo così non va bene». Perplessa la consigliera Annamaria Piccinelli: «Mi pare si prospetti una divisione tra territorio e ospedale, ma la finalità del Distretto, fallito il tentativo di creare una Asst Oglio Po, dovrebbe essere di saldare, non di separare le realtà. Per questo mi chiedo se non si possa immaginare un modello nuovo, una sorta di azienda satellite compartecipata dalle due Asst sulla base di quel che chiede la Regione, cioè integrazione tra ospedale e medicina territoriale». Con un direttore espressione di entrambe. Il sindaco di Gussola Stefano Belli Franzini ha dissentire con Daina: «Le difficoltà nascono se non si vogliono far funzionare le cose ed è molto più facile criticare che fare, come hanno fatto i 27 sindaci, in un modo che non era né scontato né semplice. Occorre fiducia. Quanto al piano di zona, è unico, non sono due, perché i sindaci hanno trovato una unica direzione da percorrere. Auspico che la Azzi esprima la sua tenacia verso Cremona perché l’ospedale sia rafforzato».


Il medico anestesista ed ex primario Luigi Borghesi ha insistito sulla importanza dell’ospedale Oglio Po: «È un ospedale per acuti e deve essere punto di riferimento del Distretto. Per questo serve attenzione da parte della Regione, con indicazioni precise, perché i servizi funzionino». Non si può lasciare solo alla generosità dei cittadini che hanno donato diverse attrezzature la funzionalità del presidio. Il segretario di Uniti per la Provincia di Cremona Giovanni Bozzini ha sollevato il tema dei medici di medicina generale, che «devono essere sollevati dalla troppa burocrazia che li appesantisce per poter fare di più e meglio il loro lavoro». L’ex primario di Medicina dell’ospedale Carlo Poma di Mantova Rino Frizzelli ha sostenuto che la vita dell’ospedale Oglio Po deve essere rilanciata «attraverso una elevata intensità di formazione che possa attirare anche i medici, magari collegandosi al mondo universitario. Purtroppo l’Oglio Po si è impoverito, non c’è più un punto nascita, sono rimasti pochi primariati, e credo che qualche direttore generale del passato debba fare un esame di coscienza».

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