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Distretto sanitario: «È un salto nel vuoto»

Il Pd casalasco boccia la proposta di doppia gestione delle Asst di Cremona e Mantova

Davide Bazzani

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22 Marzo 2022 - 05:10

Distretto sanitario: «È un salto nel vuoto»

CASALMAGGIORE - «Ci chiediamo come il polo ospedaliero possa interagire davvero con il polo territoriale di cure primarie ed essere questi messi in rete, posto che i dipendenti delle due Asst — medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri — resteranno in capo alle rispettive Asst». Il Pd casalasco, rappresentato da Mario Daina, Fabrizio Vappina e Velleda Rivaroli, manifesta diversi dubbi dopo aver letto le proposte della Regione sul Distretto, esposte in un comunicato uscito a seguito dell’incontro con i direttori generali Giovanni Pavesi e Salvatore Mannino. E boccia l’assetto emerso. «Siamo curiosi di leggere la delibera e il decreto di funzionamento del neonato Distretto, perché a dire il vero non ci è risultato chiaro più di un passaggio. Dobbiamo presupporre che anche le strutture relative alle cure primarie — Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali — resteranno ognuna in capo alla propria Asst provinciale. Restando a quanto specificato nella nota divulgata, i due Poas, adottati secondo le linee guida regionali, disciplineranno le modalità di gestione del distretto. Anche per questo passaggio immaginiamo che vi saranno poi una serie di convenzioni infinite a seguito dell’emanazione dei Poas, per raccordare i vari servizi territoriali gestiti dalle due Asst e per collegare il tutto anche ai servizi ospedalieri. Ancora ci viene detto dalla Regione che il direttore di distretto dovrebbe governare le strutture territoriali e dovrebbe essere garante dei servizi erogati. Cioè in sostanza dovrebbe destreggiarsi tra Poas provinciali differenti, due direttori generali di Asst e convenzioni diverse per far funzionare la cosa. In mezzo a tutto ciò dovrebbe coordinare anche le azioni di rete con l’ospedale e con le due Aziende o Consorzi di Servizi Sociali. Non ci pare un salto in avanti nella direzione della uniformità e omogeneità e della completa autonomia gestionale: ci pare più una sudditanza».


Questa presentazione del nuovo Distretto, continua il Pd, «ci pare addirittura più assurda e confusionaria di quella impostata nel 2016. E non è nemmeno vicina a quella illustrata dall’assessore Giulio Gallera nel gennaio 2020 in un consiglio comunale aperto a Casalmaggiore: quella prevedeva chiaramente almeno una Asst capofila di tutto. Qua invece non si comprendono i confini delle varie competenze e quindi nemmeno, a nostro parere, delle varie responsabilità. Leggiamo ancora dal comunicato che l’ospedale Oglio Po, ‘pur rimanendo sotto la direzione di Asst Cremona, dovrebbe uscire rafforzato dal fatto di aver costruito attorno ad esso un distretto’. Sinceramente non capiamo come. Come può la Regione pensare di rafforzare un ospedale se c’è una chiara disconnessione tra lo stesso e le cure territoriali primarie, tra l’altro con strutture e dipendenti in capo ad Asst differenti? Si auspica poi che ‘l’organizzazione potrà dare i risultati migliori solo con la volontà e stretta collaborazione tra il direttore di distretto e le dirigenze delle due Asst’. E qua entriamo in un’incertezza totale in base alla quale, se ci sarà volontà e stretta collaborazione, forse qualcosa potrà funzionare. Diversamente sarà un disastro completo. E tutto ciò riguarda la salute dei cittadini. Una riflessione che vorremmo porre alla Regione è: questo modello proposto è identico, se non peggiore, di quello che non ha assolutamente funzionato in passato e che ha prodotto proprio l’impoverimento della sanità sul nostro territorio che tuttora abbiamo. Come si può pensare che funzioni ora?». Per tutti questi motivi il Pd ha condiviso la presentazione in Regione di una interrogazione da parte del consigliere Matteo Piloni.

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