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Il giardino del tempo: «Un’area di pace, musica e ricordi»

Sindaco e cittadini all’inaugurazione in via Pandino a Ombriano. Boschini : «Un parco in cui tutti possono sentirsi come a casa»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

21 Marzo 2022 - 05:20

Il giardino del tempo: «Un’area di pace, musica e ricordi»

CREMA - Il bosco del tempo, della musica e della memoria delle vittime del Covid. Un progetto che ha avuto una lunga gestazione, quasi tre anni, e finalmente ha visto la luce ieri mattina, con l’inaugurazione, alla quale sono intervenuti centinaia di cremaschi.

Il nuovo polmone verde è caratterizzato da 77 alberi e otto rampicanti. Si trova nello spazio tra la palestra Cremonesi e il parcheggio di via Pandino, proprio al confine con il parco della storica villa della famiglia Benvenuti.

Alla cerimonia sono intervenuti il sindaco Stefania Bonaldi, Marco Boschini, coordinatore dell’associazione Comuni virtuosi, protagonista dell’iniziativa, il progettista (con Paola Cavallini) Roberto Reggiani e il parroco don Mario Botti, che ha impartito la benedizione.

bonaldi

Il taglio del nastro: inaugurazione con centinaia di cremaschi

Con loro anche l’assessore all’Ambiente Matteo Gramignoli e diversi rappresentanti di enti e associazioni locali, tra cui Piero Bacecchi, dirigente del comprensivo di Ombriano. In apertura la musica del corpo bandistico Verdi.

L’area in questione, all’interno del quartiere di Ombriano, era sempre stata caratterizzata da un piccolo parco con alcuni giochi per bambini. Adesso ha cambiato radicalmente volto. Ci sono passaggi pedonali e una pergola, concepita per ospitare un’aula didattica per le scuole e per le iniziative aperte alla cittadinanza, e come luogo di incontro.

A fianco è stato messo a dimora un ciliegio, l’albero della memoria in ricordo delle tante vittime di Covid-19, epidemia che ha colpito in modo molto duro la comunità di Crema. La realizzazione del parco, è stata sostenuta dal Comune e dall’associazione Comuni virtuosi con un investimento complessivo di circa 80 mila euro. Per consentire future attività è stato lanciato anche il progetto «Adottiamo un albero».

La proposta è dell’associazione: una bacheca ospita la mappa del parco, con indicate le varie essenze, e i nomi delle vittime del Covid a cui sono stati dedicati gli alberi. Andranno poi piazzate le targhette in legno. Le donazioni raccolte in questi mesi serviranno a finanziare le attività ricreative, didattiche, sportive e culturali che verranno programmate, anche mettendo a disposizione il bosco agli alunni delle scuole e alle associazioni presenti sul territorio.

«Festeggiamo con un giorno di anticipo la primavera – ha esordito il sindaco –: per la città il 20 marzo è l’anniversario dell’arrivo, due anni fa, dell’Esercito italiano che attrezzò l’ospedale da campo a fianco del Maggiore. Il momento più drammatico della pandemia. Negli anni abbiamo capito che è importante monitorare la condizione di salute degli alberi, ma nello stesso tempo piantumare e coltivare. Questo bosco è l’esempio».

Boschini ha aggiunto. «Questo è già un luogo vivo: ci sono gli orti sociali e la scuola, che abbiamo coinvolto. Un parco in cui tutti possono sentirsi a casa». Dopo il taglio del nastro, i cremaschi hanno potuto prendere possesso dell’area verde, passeggiando tra i giovani fusti e gustando un rinfresco preparato per l’occasione.

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