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Gioco d'azzardo, un 17enne su 3 nel vortice

L’allarme di Veruska Stanga, direttrice del Consultorio diocesano: «Il fenomeno coinvolge tutte le fasce di età»

Dario Dolci

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12 Marzo 2022 - 05:10

Gioco d'azzardo, un 17enne su 3 nel vortice

CREMA - «Un diciassettenne su tre, secondo i dati statistici di Ats, ha già sperimentato almeno una volta una forma di gioco d’azzardo». A comunicare il dato, preoccupante, è Veruska Stanga, direttrice del consultorio diocesano Insieme, che da tempo lavora su questo fenomeno. «Ogni anno riceviamo un finanziamento pubblico per effettuare interventi in ogni ambito. A ottobre abbiamo iniziato un corso nelle scuole, che si è concluso da poco. Sono stati coinvolti gli studenti delle classi terze degli istituti Sraffa-Marazzi, Galilei e Racchetti-Da Vinci. Noi, il consultorio K2 e la cooperativa Bessimo ci siamo alternati negli interventi, dividendoci i compiti». Il lavoro di raccolta dati e di informazione non ha riguardato soltanto le scuole, in quanto il fenomeno coinvolge tutte le fasce di età. Su una popolazione di 34.264 abitanti con un reddito pro-capite pari a 24.093 euro, a Crema sono stati spesi ai giochi gestiti dallo Stato e alle slot machines 69,12 milioni di euro.

Veruska Stanga, direttrice del consultorio diocesano Insieme

Una media di 2.017 euro all’anno a testa, neonati e centenari compresi. La città figura al posto numero 436 su 7.954 comuni italiani presenti nella classifica generale per giocate pro- capite. Le vincite nello stesso anno sono state di 53,92 milioni. Con 18,72 milioni, le slot machines sono quelle in cui si è speso di più, seguite dai Gratta & Vinci con 8,73 milioni e dal Lotto con 6,25 milioni. «Abbiamo compiuto diversi interventi nei mercati – prosegue Stanga – sia a Crema che in alcuni paesi – e inoltre abbiamo compiuto una mappatura dei luoghi del gioco, come bar e tabaccherie, osservando anche la tipologia di persone che gioca abitualmente». Gli interventi dei quali il consultorio si occupa non riguardano la patologia.

«Per quello ci sono gli ospedali, come a Rivolta d’Adda – conclude la direttrice – noi ci occupiamo degli interventi di sensibilizzazione. Nel caso del corso che abbiamo organizzato, faremo anche formazione dei volontari e delle assistenti sociali. A seguire, avremo anche un incontro con la polizia locale e l’amministrazione comunale sul tema del regolamento riguardante il gioco d’azzardo». La ludopatia rappresenta una condizione di dipendenza dal gioco d’azzardo. Provoca irrequietezza o irritabilità, se si riduce o si sospende il gioco. Spesso, la persona gioca quando si sente a disagio. La ludopatia compromette le relazioni significative, crea problemi sul lavoro o nello studio. Su questo fenomeno si sta lavorando da tempo a più livelli. Nel 2018 un’indagine compiuta all’istituto Pacioli aveva evidenziato che 20 ragazzi erano già in condizione patologica e altri 50 in situazione di rischio su un totale di 348 intervistati. Il questionario anonimo era stato somministrato agli alunni delle classi prime e seconde della scuola superiore nell'ambito del progetto «Giocare per gioco», finalizzato alla prevenzione e al contenimento dei danni causati nella popolazione più giovane.

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