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“Azzardo… io mi dissocio”, coinvolti 1200 studenti

Progetto nato su impulso di Regione Lombardia e avviato con ATS Val Padana, UST di Cremona e Mantova e Gap Cremona

La Provincia Redazione

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17 Giugno 2021 - 10:17

“Azzardo… io mi dissocio”, coinvolti 1200 studenti

CREMA - “Azzardo… io mi dissocio” è il titolo della lunga mattinata che ha restituito i frutti del progetto biennale dedicato alla conoscenza, alla prevenzione e al contrasto delle ludopatie avviato negli istituti scolastici di Crema, Cremona e Mantova da ATS Val Padana, UST di Cremona e Mantova e Gap Cremona.

L’IIS Galilei di Crema è stata la scuola capofila del progetto, nato su impulso di Regione Lombardia e referente per l’ambito cremasco.  A Crema le altre scuole coinvolte con il Galilei sono state l’IIS Racchetti da Vinci, l’IIS Sraffa, IC Pandino, IC.  Trescore Cremasco e l’IC. Crema 2.

Nel corso dell’evento online sono stati presentati gli elaborati realizzati dagli stessi studenti del Galilei, Sraffa-Marazzi e Racchetti da Vinci e il sito https://azzardomidissocio.it, una vera e propria piattaforma per conoscere da ogni punto di vista il problema della dipendenza da gioco d’azzardo, anche attraverso una ricchissima banca dati di video, articoli, approfondimenti e risorse online realizzate o curate direttamente dai ragazzi e dalle ragazze che hanno preso parte al progetto di prevenzione e contrasto. 

Il percorso biennale ha prodotto molto altro, anche grazie al supporto di esperti e di figure professionali chiamate a coadiuvare il lavoro dei docenti: nel corso dell’evento online, infatti, davanti alla webcam si sono alternati molti studenti, proponendo ai partecipanti collegati da remoto approfondimenti sul tema tramite l’utilizzo di strumenti online con feedback in tempo reale, visualizzazioni grafiche e animazioni multimediali utili a meglio comprendere tutte le sfaccettature di un fenomeno che, negli anni, ha assunto tutti i caratteri propri della patologia. Molteplici gli argomenti toccati: dalla differenza tra semplice gioco e ludopatia, ai cliché errati sulle tipologie e sui profili di popolazione vittima della dipendenza da gioco, dalle suggestioni e dai condizionamenti indotti dall’organizzazione dagli ambienti nelle sale slot, alla storia del gioco d’azzardo dagli antichi romani a oggi passando per il Far West, fino ai più moderni videogames. L’ambito cremasco complessivamente ha già coinvolto oltre 1200 studenti (di cui ben 119 coinvolti come peer educator).

Alla mattinata hanno preso parte anche Maria Grazia Crispiatico, dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore Galileo Galilei, Carlo Lanzi, coordinatore del progetto per l’ambito cremasco, i docenti del Galilei Federica Griso, Pietro Fischietti dello Sraffa-Marazzi e Leonardo Conversano del Racchetti-Da Vinci, Elisabetta Ferrari, referente per il Benessere dello Studente ed Educazione alla salute di  UST Cremona, Michele Gennuso, vice sindaco e assessore del Comune di Crema, Gloria Molinari e Valter Drusetta di ATS Val Padana, Elisa Arcari e Serafina Lepera di Associazione Bessimo.

Di “circolarità virtuosa tra attività e reti”, e di “azioni che hanno significato quando sono sinergiche e condivise” ha parlato in apertura dell’evento la dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore Galileo Galilei Maria Grazia Crispiatico, ricordando la necessità della scuola di curare tutte le dimensioni della persona anche tramite “percorsi come questi, di carattere laboratoriale, caratterizzati dal protagonismo diretto”. Crispiatico ha ricordato altri punti di forza del progetto come: la commistione fra differenti linguaggi, l’approccio preventivo, e i molti momenti basati sulla peer-education, cioè quella forma di “insegnamento tra pari, particolarmente fruttuosa fra gli studenti”, spesso coinvolti nel condividere saperi ed esperienze sull’argomento.

“Questo è il termine di un lunghissimo cammino - ha spiegato Carlo Lanzi, coordinatore del progetto per l’ambito cremasco -, grazie ai ragazzi che hanno lavorato in modo eccezionale, dopo che sono state create le condizioni per far emergere la loro creatività. Oggi si possono vedere ottimi prodotti dedicati al contrasto delle ludopatie, ma soprattutto si può vedere un gruppo di ragazzi che è cresciuto e maturato insieme in questa esperienza”.

 

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