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L'OMICIDIO DI DANIELE TANZI

Chiesto l'ergastolo per Patrick Mallardo: «Ha ucciso volontariamente»

Durissima richiesta del pm per il giovane imputato. Per la difesa va assolto perché incapace di intendere

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

04 Marzo 2022 - 19:14

«Ha ucciso volontariamente, Mallardo merita l’ergastolo»

PARMA - «Chiedo che Patrick Mallardo sia condannato alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno per un anno». Questa la richiesta che ieri mattina ha formulato in Corte d’Assise a Parma il pubblico ministero Fabrizio Pensa durante quella che dovrebbe essere stata la penultima udienza del processo per l’omicidio di Daniele Tanzi, il 18enne di Casalmaggiore ucciso nella notte tra il 4 e il 5 maggio dello scorso anno nell’ex mulino di Vicofertile, quella che a Parma i i giovani chiamano “fabbrica”. Una giornata intensa sotto diversi punti di vista, iniziata alle 9.30 con l’audizione dell’ultimo teste, il giovane che ha prestato la bicicletta usata dall’imputato per raggiungere il vecchio mulino, e terminata alle 17.

Il pm ha ricostruito tutti i fatti per oltre un’ora, contestando a Mallardo la premeditazione ed i futili motivi. La parola è poi passata alle parti civili. L’avvocato Francesco Mattioli, che assiste i genitori di Daniele Tanzi, Antonietta Recchia e il marito Antonio, ha parlato per un’ora e mezza. Al termine del suo intervento ha formulato le richieste risarcitorie, quantificandole in una provvisionale di 350 mila euro per ciascuno dei genitori e di 160 mila euro per ciascuno dei loro figli. Anche l’altra parte civile, in rappresentanza di Maria Teresa Dromì, la fidanzata di Tanzi, ha avanzato la sua richiesta di risarcimento. Hanno poi parlato i difensori di Mallardo, gli avvocati Francesco Savastano e Raffaella Santoro, chiedendo l’assoluzione per il loro assistito o il minimo della pena. A supporto della loro richiesta hanno sostenuto che Mallardo era incapace di intendere e di volere al momento dei fatti.


Ad ascoltare tutta la discussione è stata la giuria popolare presieduta dal giudice Alessandro Conti, con a latere il giudice Giuseppe Saponiero. Sei i giudici popolari. «Papà e mamma di Daniele – ci ha detto l’avvocato Mattioli a margine dell’udienza – sono ancora molto prostrati per l’accaduto. Stanno seguendo un percorso psicologico». Uno stato d’animo che ovviamente è condiviso anche dai fratellini, di 11 e 8 anni, del giovanissimo ucciso.

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