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IL DELITTO DI PARMA

Tanzi, la mamma di Daniele: «Mai il perdono per Patrick»

Il dolore e la rabbia nella testimonianza della madre del 18enne ucciso dal rivale in amore. In udienza anche l’imputato. «Ora mio figlio è diventato un angelo, mentre lui è lì tra quattro mura»

Davide Bazzani

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05 Febbraio 2022 - 17:39

Tanzi, la mamma di Daniele: «Mai il perdono per Patrick»

L'omaggio degli amici a Daniele Tanzi

CASALMAGGIORE - «Provo dolore e rabbia. Da Mallardo non ho mai ricevuto alcun segnale di pentimento. E non le voglio nemmeno, le sue scuse. Non lo perdonerò mai». Antonietta Recchia, madre di Daniele Tanzi, il 18enne di Casalmaggiore ucciso nella notte tra il 4 e il 5 maggio dello scorso anno nell’ex mulino di Vicofertile, la «fabbrica», è stata sentita in tribunale a Parma durante il processo che vede imputato per omicidio Patrick Mallardo, 19 anni. Ad ascoltarla la giuria popolare presieduta dal giudice Alessandro Conti, con a latere il giudice Giuseppe Saponiero.

LA MAMMA DI DANIELE: COMMOZIONE E RABBIA.


La mamma di Daniele ha risposto alle domande dell’avvocato Francesco Mattioli, che assiste lei e il marito Antonio, parti civili nel processo. Al racconto delle ore in cui ha saputo che suo figlio era morto, la donna ha alternato anche momenti di sfogo nei confronti di Patrick, seduto tra i suoi avvocati Raffaella Santoro e Francesco Savastano. Ha anche augurato la morte al 19enne accusato di averle ucciso un figlio, a testimonianza di quanto il suo cuore possa essere straziato da quanto è successo.

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La vittima: Daniele Tanzi

Ricostruendo i momenti precedenti al dramma, Antonietta ha detto che «Maria Teresa (Dromì, la ragazza di Daniele, nda) l’avevamo accolta come una figlia. Sapevamo che nostro figlio a Parma avrebbe dormito con lei a casa sua…». Poi la scoperta graduale della verità, mascherata inizialmente dalla notizia di un incidente.

«Mio figlio — ha detto — ora è diventato un angelo e lui (Mallardo, nda) è lì tra quattro mura». Commozione, rabbia, un tumulto di emozioni da dominare per Antonietta.

Il legale ha evitato di chiamare a testimoniare Antonio Tanzi, perché troppo provato. La psicologa Enrica Mantovani, responsabile del consultorio di Casalmaggiore, ha spiegato che mentre Antonietta sembra più energica, il marito ha più difficoltà ad esternare la sofferenza. Entrambi assumono ansiolitici, antidepressivi e sonniferi e per i medici il loro trauma potrebbe trasformarsi in «disturbo da lutto persistente e complicato». Una sofferenza condivisa con i fratellini di Daniele, di 11 e 8 anni.

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L'omicida: Patrick Mallardo

A interrogare i testimoni dell’accusa è stato il pm Fabrizio Pensa, titolare dell’indagine, condotta dalla Squadra mobile. «La porta al secondo piano era socchiusa», ha spiegato l'agente scelto delle volanti Vito Alfieri, il primo intervenuto sul posto con un infermiere. In mano, due torce per farsi luce nella struttura, priva di corrente elettrica. Patrick e Maria Teresa si trovavano all’esterno. Lei era silenziosa, ferita lievemente. Lui, tranquillo, diceva di aver visto allontanarsi un tizio incappucciato. Il medico del 118 Matteo Mattacchini notò che il giovane a terra era stato raggiunto da numerose coltellate, soprattutto all’emitorace sinistro.

Simone Calamai, medico del Pronto soccorso, ha raccontato che Maria Teresa piangeva, era ferita e diceva di essere stata aggredita da una persona a lei nota. Dalla sovrintendente della Scientifica Cinzia Voce è emerso che la felpa e il coltellaccio recuperati nel canale in cui erano finiti si sono rivelati inutili ai fini di prova perché dall’esame del dna non è stato possibile ricavare profili netti. Su una lampada frontale trovata nello zainetto di Mallardo però sono state trovate tracce di sangue dalle quali si è ottenuto il dna di Daniele e Maria Teresa, come ha spiegato la biologa Maristella Santoro, del Servizio centrale di Polizia scientifica. Delle trentatré coltellate inferte sul corpo di Daniele, quattro sono risultate mortali, ha aggiunto il medico legale Maria Laura Schirripa.

È stata ascoltata anche una 17enne amica di Maria Teresa e di Patrick: era con loro il pomeriggio precedente al delitto, al parco Ducale. «Non ho mai visto litigare Patrick e Daniele. Certo, non erano superamici», ha detto. Maria Teresa le confidò che a volte Mallardo diventava aggressivo, ma senza che lei ne fosse mai impaurita. All’una di notte, poco dopo l’omicidio di Daniele, le inviò un messaggio con una faccina triste. 

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