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Po, sicurezza, navigazione e turismo nonostante la secca

I presidenti delle Canottieri si sono incontrati per discutere delle iniziative per favorire il traffico di barche sul fiume pur in presenza della siccità

Fulvio Stumpo

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redazione@laprovinciacr.it

03 Marzo 2022 - 14:48

Po, sicurezza, navigazione e turismo nonostante la secca

il fiume Po

CREMONA - Sicurezza, navigazione e turismo, nonostante la secca del Po. Questi gli argomenti trattati durante l’incontro che hanno avuto i presidenti della Flora, Pierangelo Fabris, della Baldesio, Stefano Arisi, e della Bissolati (che ha ospitato l’incontro) Maurilio Segalini, è anche presidente di Assocanottieri, e Stefano Corbani della Mac. Presente anche il comandante della Mattei Federico Molinaro, che con la sua motonave continua a portare turisti sul Po, anche se è in secca, infatti, il servizio continua, i canali non solo consentono all’imbarcazione di navigare «ma proprio la secca permette ai turisti di ammirare un Po inedito, con fondali trasparenti, con una vegetazione ricca e con animali di tutte le specie».

Il servizio continua dunque, e sarebbe un vero peccato se non fosse così, considerato che Cremona adesso ha un attracco nuovo di zecca e posizionato proprio nel punto in cui la città dimostra il maggiore collegamento con il fiume: le società canottieri. Fino alla fine del mese sarà proprio Molinaro il responsabile delle strutture di attracco, poi il Comune di Cremona emetterà un bando.

È stato un incontro che si è sviluppato su due direttrici, la prima quella della sicurezza, la seconda quella della programmazione turistica. La prima. Il problema emerge a ogni inizio di stagione, quando le barche a motore da diporto incrociano sul fiume, spesso a velocità sostenuta, mettendo in difficoltà i barcaioli e gli atleti che ogni giorno navigano il Po per gli allenamenti. Inoltre con la secca e dunque con gli spazi ridotti di manovra, anche la Mattei e altre imbarcazioni di una certa stazza si trovano in difficoltà. «Soprattutto con quelle barche che discendono il fiume affidandosi solo alla corrente (a sgonda ndr) e magari i vogatori sono sdraiati e hanno le cuffiette – spiega Molinaro – una situazione in cui mi sono già trovato, una situazione pericolosissima». I presidenti delle canottieri hanno analizzato il problema da una prospettiva più ampia. «Ogni anno lo stesso problema, e la colpa non è solo delle barche a motore, ma anche di qualche vogatore che affronta il Po alla leggera – spiega Segalini - . Per quanto riguarda i motoscafi c’è un’ampia disponibilità della società motonautiche alla collaborazione, come hanno già garantito negli anni scorsi. Verranno sistemati caratelli nelle canottieri dove si raccomanderà la prudenza con i limiti di velocità che vanno dal territorio di Gerre de’ Caprioli a quello di Spinadesco (lo scorso hanno era stato fissato a cinque nodi, dopo meno di 10 chilometri all’ora ndr). Inoltre siamo disponibili a ospitare sulle nostre chiatte di attracco, o sul lungo Po, oppure saranno da sistemare sotto il ponte grandi cartelli che segnalano questi limiti, come ci sono in altre zone fluviali, senza contare che la proposta fatta lo scorso anno dall’ex comandante della polizia locale, Gianluigi Sforza, di controlli dei vigili anche dalla riva, è da prendere in considerazione, inoltre è bene ricordare che l’amministrazione provinciale è l’unico ente che è in dotazione di una barca per i controlli fluviali, si potrebbe mettere in ‘società’».

Per quanto riguarda la stagione turistica i presidenti aspettano un cenno dal Comune, e in questo caso occorre fare un passo indietro. Fino a due anni fa la programmazione era garantita da un coordinamento formato dai Comuni rivieraschi, dalla Camera di commercio e dalle canottieri. Attualmente questo coordinamento non esiste più, per varie vicissitudini, compreso e soprattutto, per l’emergenza Covid. Ma in vista della ripartenza le canottieri, che erano un po’ le capofila del coordinamento, chiedono chiarezza: «Cosa occorre fare?» si sono interrogati Segalini, Fabris e Arisi. «Noi non possiamo convocare comuni o aziende di navigazione, era il Comune di Cremona che si faceva carico di tutto ciò – afferma Segalini – con la stagione turistica alle porte vorremmo sapere se il coordinamento verrà ripristinato o meno, oppure se ognuno dovrà provvedere per sé, noi comunque siamo disponibili a riprendere la collaborazione, e far ripartire un settore che può dare grandi soddisfazioni al territorio».

Da parte del Comune di Cremona arriva già una prima risposta dal vicesindaco Andrea Virgilio. «Siamo disponibilissimi a incontrarci su tutte le tematiche proposte – afferma – dalla sicurezza alla navigazione da diporto. Come è noto il coordinamento non c’è più, ma siamo pronti a riprogrammare il tutto, la disponibilità delle canottieri è fondamentale, ma è anche importante che gli altri Comuni facciano un cenno. Il tema Po è sempre tra i primi della nostra agenda, convinti che sia una risorsa, non solo naturalistica, sportiva e sociale, ma anche dal punto di vista economico, il turismo sostenibile è il futuro».

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